REDAZIONE | A un mese dall’apertura, l’ensemble del Rossi di Pisa presenta Una città invisibile tra pedagogia e teatro, focus day a cura di Gabriele Vacis, Antonia Spaliviero e Andrea Ciommiento. Dalle 15.30, una giornata d’approfondimento e confronto sulla costruzione di un teatro a vocazione pedagogica partendo dall’esperienza di “Schiera/Skiera” sviluppata negli anni alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi (Milano), al Palestinian National Theatre (Gerusalemme) e all’interno di cinque edizioni sperimentali presso il Teatro Regionale Alessandrino (Alessandria), il Centro Inteatro (Polverigi) e il Teatro Valle Bene Comune (Roma). Il focus sarà dedicato inoltre all’attuale condizione del Teatro Rossi Aperto e alla condivisione sul teatro e le città, sulla composizione del suo spazio architettonico e sulle relazioni che il teatro dovrebbe sempre generare. Alle 21 la presentazione del docu-film La Paura siCura (regia di aGabriele Vacis), promosso dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana in coproduzione con il Centro Inteatro, la narrazione audiovisiva di un viaggio in Italia attraverso sei laboratori teatrali in altrettante città del Paese: Catania, Genova, Montegranaro, Ravenna, Schio, Settimo Torinese verificando le paure nei diversi contesti, per le diverse età dei soggetti coinvolti, in riferimento alle diverse criticità che venivano affrontate: da quelle più intime, esistenziali e adolescenziali di tanti ragazzi; a quelle derivanti dai mutamenti che le nostre città grandi, medie e piccole hanno affrontato in questi anni; a quelle, drammatiche, del degrado e della criminalità diffusa e organizzata.

PROGRAMMA

Ore 15.30 Schiera/Skiera: una città invisibile tra pedagogia e teatro

Appunti per la costruzione di un teatro a vocazione pedagogica

“Ho iniziato a lavorare sulla schiera molto tempo fa. In “Elementi di struttura del sentimento”, uno spettacolo che ho fatto nel 1985, c’era una scena da cui è nato l’esercizio. Sei attrici camminavano dal fondo del palcoscenico al proscenio, facevano una piccola azione e poi tornavano indietro. Il ritmo cresceva su una musica che durava più di sei minuti, e il movimento diventava parossistico. Quella scena conteneva gli elementi necessari a creare azione. Era un luogo. Nel tempo è diventato un esercizio (…) Ormai facciamo qualcosa che chiamiamo teatro per convenzione, ma dovremmo cominciare seriamente a pensare di dargli un altro nome, o altri nomi. Perchè il teatro è qualcosa che sta alla radice di quello che facciamo, ma ormai è un pezzo che dentro al teatro non riusciamo più a starci. Schiera/Skiera vuole essere il luogo e il tempo per cercare i nomi di quello che facciamo.” Gabriele Vacis

Ore 18 Il Rossi Aperto: costruendo affinità

Un confronto pratico sul teatro e le città, sulla composizione del suo spazio architettonico e sulle relazioni che il teatro dovrebbe sempre generare. Una condivisione che partirà dall’ascolto di chi si sta prendendo cura quotidianamente del Teatro Rossi fin dai primi giorni di riapertura.

Nel nostro presente i mezzi di comunicazione di massa non sostituiscono il teatro. Se più gente usa telefoni cellulari ed internet non smette di andare a teatro, anzi, magari trova più facilmente le informazioni per andarci. La nostra vita è fatta di opportunità molteplici, di coesistenza delle differenze. La modernizzazione degli strumenti che usiamo quotidianamente non provoca l’abbandono degli strumenti più antichi: usiamo indifferentemente aereo e bicicletta, computer e libro, televisione e narrazione orale. Moderno e antico sono sempre più presenti, simultaneamente, nella nostra vita. Come il passato e il futuro. Il teatro, come la città, è antico, non è moderno ma contemporaneo perché avviene nell’unità di spazio e di tempo. Il cinema, la televisione, internet, non sono contemporanei, sono inevitabilmente in un altro tempo e in un  altro spazio. Sono strumenti istantanei, vanno contro il tempo, il teatro e le città vanno con il tempo. La TV tende a consumare il tempo, a darti la notizia prima che accada, questo è il carattere dell’informazione. Il teatro e le città tendono a produrre tempo: non avendo la necessità di informare possono permettersi di raccontare. Ed è il racconto che produce tempo. Non è meglio l’uno o meglio l’altro: raccontare non è meglio o peggio che informare, sono soltanto cose diverse, e l’una nutre l’altra. Così il teatro non è meglio o peggio della televisione. Il caffè istantaneo è utilissimo, l’espresso è la nostra quotidianità, ci serve ed è buono. Ma la napoletana fatta come dice Eduardo De Filippo, quella col cappuccio sul becco e tutto quanto, è un’altra cosa, non è cosa da consumare come l’espresso. Un’altra cosa, tutto qui. Abbiamo bisogno di comprendere la complessità delle relazioni tra consumare e produrre tempo, per questo è bene avere a disposizione tutti gli strumenti: la televisione e il teatro, il cyberspazio e le città.

Ore 21 La Paura siCura (docufilm) | regia di Gabriele Vacis

“La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Per lo più cose. Quindi abbiamo paura che gli altri, il resto del mondo a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via. Chiedo di raccontare storie: quella volta che hai avuto veramente paura. Quella volta che ti sei trovato di fronte la bellezza. Quella volta che sei riuscito a dire veramente a tuo padre che… Non chiedo opinioni. Così vengono fuori testimonianze diverse: se uno ha vissuto al sud ed è emigrato dal suo paese ha paure e desideri diversi da uno che è non si è mai mosso dal luogo di nascita… In questo modo si individuano temi, che poi vengono unificati in una drammaturgia. Si tratta di ascoltare: gli altri ma anche sé stessi. Si tratta di guardare: il mondo ma anche il proprio corpo. Perché è con il corpo che si fa drammaturgia. Intrecciando frammenti di storie. Perché adesso sappiamo che l’arabesco che formano le nostre storie frammentarie non ci fa perdere il senso. L’accostamento di racconti genera scintille di senso imprevedibili. Genera immagini, danze, musiche, storie che frullano identità impossibili, mobili, fluide.” (Gabriele Vacis)

Raccontare e interpretare le paure del presente attraverso la raccolta di storie personali capaci di agganciare sentimenti collettivi e generali. Volti, persone, storie di paura e di coraggio. Un dialogo intimo con bambini, giovani, adulti, anziani che si fa universale perché riguarda ognuno di noi. Il progetto La paura siCura, promosso dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana in coproduzione con il Centro Inteatro, ha costruito idealmente e materialmente un viaggio in Italia attraverso sei laboratori teatrali in altrettante città del Paese: Catania, Genova, Montegranaro, Ravenna, Schio, Settimo Torinese. Ciò ha permesso di verificare le paure nei diversi contesti, per le diverse età dei soggetti coinvolti, in riferimento alle diverse criticità che venivano affrontate: da quelle più intime, esistenziali e adolescenziali di tanti ragazzi; a quelle derivanti dai mutamenti che le nostre città grandi, medie e piccole hanno affrontato in questi anni; a quelle, drammatiche, del degrado e della criminalità diffusa e organizzata.

APPROFONDIMENTI

Link Web di approfondimento per “Una città invisibile tra pedagogia e teatro” al Teatro Rossi Aperto di Pisa:

Schiera/Skiera 3, summer school a Cittadella di Alessandria:

http://www.youtube.com/watch?v=P2v9Ipk_g44

Schiera/Skiera 5, decima permanenza al Teatro Valle Bene Comune (Roma):

http://www.youtube.com/watch?v=fNRr3kh8Das

Il trailer del film “la Paura siCura” (versione 1)

http://www.youtube.com/watch?v=mLAHQYKMv54&feature=related

Il trailer del film “la Paura siCura” (versione 2)

http://www.youtube.com/watch?v=8d8306T_TaU&feature=endscreen&NR=1

Intervista a Gabriele Vacis sul film “la Paura siCura” (Andrea Ciommiento, PaneAcqua)

http://www.youtube.com/watch?v=sYshysELMaQ

Teatro Rossi Aperto (Pisa):

http://teatrorossiaperto.blogspot.it/

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