Mostra_Seduzione_Disegno__-_FONTANESI_Nudo_nel_bosco_20130220112706.__412_0GIANCARLO CHIARIGLIONE | La Gam di Torino festeggia i centocinquant’anni della raccolta d’arte civica con l’apertura di un nuovo Gabinetto disegni e stampe e due preziose mostre.
Dal 7 marzo sono visitabili il nuovo spazio destinato alla conservazione, deposito e consultazione della raccolta grafica del Museo sabaudo, nonché le mostre «La seduzione del disegno. Cartoni, acquerelli e dipinti dalle raccolte della Gam» a cura di Virginia Bertone (sino al 5 maggio 2013) e «Giovanni Migliara. Acquerelli e preziosi fixé» a cura di Monica Tomiato (sino al 9 giugno 2013).
La città di Torino festeggia i primi centocinquant’anni della sua Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, dotandola di un nuovo Gabinetto disegni e stampe realizzato grazie al sostegno della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali del capoluogo sabaudo. La struttura è stata ubicata nelle sale del piano interrato del museo, secondo il progetto sviluppato da Virginia Bertone, conservatore e responsabile delle collezioni Gam, in stretta collaborazione con gli architetti Diego Giachello e Marco Gini, che ne hanno curato il progetto tecnico, e con l’ingegnere Giuseppe Bonfante, che ne ha seguito la parte impiantistica per l’adeguamento della climatizzazione e della sicurezza.
L’apertura su appuntamento del nuovo spazio, garantito grazie al prezioso contributo della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, rappresenta un traguardo importante per la Gam, che potrà così rispondere in modo adeguato alla crescente domanda di accesso al proprio patrimonio grafico proveniente da studenti, ricercatori, docenti delle facoltà universitarie legate agli studi storico-artistici e architettonici e dai funzionari che operano nell’ambito del restauro degli edifici storici. Il patrimonio grafico del museo, che annovera oltre trentanovemila esemplari tra fogli sciolti e album, rappresenta una delle più importanti raccolte pubbliche italiane su carta, otto e novecentesca, integralmente inventariata e informatizzata grazie a un impegnativo lavoro di schedatura avviato nel 2000. L’arco cronologico dei materiali presenti si estende dagli ultimi decenni del Settecento fino a tutto il Novecento e annovera artisti italiani del calibro di Giovanni Fattori, Felice Casorati, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Lucio Fontana e Fausto Melotti, insieme ad alcune presenze straniere, tra le quali Bouchot, Delaroche, Bob Rauschenberg e Andy Warhol. Oltre a fogli di grande bellezza, come nel caso dei paesaggi acquerellati di Giovanni Battista De Gubernatis, vi sono documenti esemplari per la storia dell’arte italiana, come il primo studio per «La città che sale» di Umberto Boccioni, la serie delle «Compenetrazioni iridescenti» di Giacomo Balla o il dagherrotipo di Enrico Federico Jest, vero e proprio incunabolo per la storia della fotografia in Italia.
In occasione dell’inaugurazione del Gabinetto disegni e stampe, in programma nella giornata di giovedì 7 marzo, il museo torinese presenta al pubblico la mostra «La seduzione del disegno. Cartoni, acquerelli e dipinti dalle raccolte della Gam», a cura di Virginia Bertone, che concentra l’attenzione sulla parte più antica della raccolta, quella che dagli ultimi decenni del Settecento giunge sino all’inizio del Novecento. A guidare il percorso è il filo rosso della formazione di questo patrimonio, una storia che precede di alcuni decenni l’istituzione vera e propria del Museo civico (1863), contribuendo a determinarne la nascita. Il susseguirsi degli acquisti e delle donazioni offre lo spunto per presentare circa centottanta tra i fogli più rappresentativi della collezione: dai disegni a penna di Pietro Giacomo Palmieri agli acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti, dai taccuini di Massimo d’Azeglio ai grandi carboncini di Antonio Fontanesi, sino ai fogli di Alfredo d’Andrade, Domenico Morelli e Leonardo Bistolfi. Ad arricchire il percorso espositivo sono gli spunti sulle diverse funzioni assolte dal disegno, sulle caratteristiche di materiali e tecniche, sulla storia del gusto e sul collezionismo torinese: un intrecciarsi di temi che ha per sfondo lo svolgersi dei primi decenni di vita della Pinacoteca moderna, l’antica denominazione dell’attuale Gam.
Sempre in occasione della succitata inaugurazione, in Wunderkammer, lo spazio al secondo piano del museo che presenta ciclicamente al pubblico disegni, acquerelli, grafiche e incisioni dell’Ottocento e del Novecento, si terrà la rassegna «Giovanni Migliara. Acquerelli e preziosi fixé», a cura di Monica Tomiato. Stimato da Massimo d’Azeglio come da Hayez, l’artista nato ad Alessandria nel 1785 e morto a Milano nel 1837, fu il sapiente artefice di vedute e ambientazioni che sorprendevano per la verità ottica e la ricercata cura dei dettagli, qualità che egli seppe declinare anche in una chiave notturna, gotica, in cui pare quasi riverberarsi una sensibilità romantica.

Una passeggiata nella GAM

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