valeria_mariniALICE CANNONE | “Meglio cambiare, no?!”. È certamente così che Paris Hilton, filosofa liberale massima esponente del decadentismo post moderno, avrebbe commentato lo status quo della situazione geopolitica italiana.

E il cambiamento si anelava e si temeva, esattamente come si anela e si teme il cambio dell’armadio primaverile, che sotto sotto fa paura, ma non bisogna ammetterlo troppo ad alta voce, ché poi tutte le fatiche vengono sempre premiate da un piacevole tepore e dall’esibirsi finalmente scosciate senza calze troppo velate. Esattamente come si teme la ceretta brasiliana, ma poi vuoi mettere? Roba per molte ma non per tutte, ché la paura si sa gioca brutti scherzi. E l’unica per fronteggiare l’arma di distruzione di massa della ceretta è un mix letale di antidolorifici ed alcoolici, dichiarato illegale dalle ultime risoluzioni dell’ONU, ma che la tradizione orale di matriarche impavide ha saputo tramandarsi.
E di cambio dell’armadio ad un certo punto se ne stava cominciando a parlare, a dispetto di meteorologi troppo restii al cambiamento. E quei loden e quei paltò stavano davvero per finire, in parte, nel posto che stagionalmente dovrebbero occupare, ben cosparsi di naftalina. E noi impavide, e provvidenzialmente narcotizzate, stavamo già sgambettando verso una liberatoria ceretta, a conquistare la rossa primavera.
Ed invece no. I loden restano lì, e la peluria di troppo pure, ben piazzata su certi opulenti stomaci. E quel che resta è solo un certo sentore di democrazia, non esattamente rappresentativa. Ché lì, in quegli scranni più alti dove l’alternarsi delle stagioni è scandito solo dall’alternarsi del peso di giacche firmate indossate, la volontà popolare aveva, embrionalmente e timidamente cominciato ad esprimersi. Ché la gente ci ha sperato, e ci ha sperato davvero, che a fare il rimbottino di fine anno ci fosse Rocco Siffredi. O che fra i due corazzieri si piazzasse salvificamente Raffaello Mascetti a farci una bella super cazzola. E se proprio proprio gli oneri ed onori della carica, che almeno fosse Veronica Lario a parlarci di quanto è difficile fare la madre in tempo di crisi, che mensilmente aspetta gli alimenti del marito. O quanto meno la Marini, che di ingombrante si porta dietro solo il cognome, a concedere la grazia cavalcando una mortadella.
Ed invece no. Però possiamo risparmiare sulle foto da appendere ai muri delle scuole e delle caserme. Mica poco, eh. E così il cambio dell’armadio quest’anno e saltato. E la ceretta pure. Eppur bisogna andar.

A futura ed imperitura memoria:

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