GIORGIO FRANCHI | Non solo sguardi austeri e schiene chine sui libri: la scienza è innanzitutto fatta di esseri umani e gli esseri umani sono fatti di storie, come quelle che stanno animando i dodici giorni della terza edizione del Festival ScienzaInScena – Atto PiGreco al PACTA SALONE, dal 28 gennaio fino al 9 febbraio 2020.
La direzione artistica è di Maria Eugenia DAquino: dal 2002 pioniera in Italia nel coniugare scienza e teatro con il progetto TeatroInMatematica, conferma le sue collaborazioni con le principali istituzioni scientifiche nazionali – Politecnico di Milano, INAF Istituto Nazionale di Astrofisica, Civico Planetario di Milano, festival Teatro della Meraviglia di Trento, Legambiente, AIDIA Associazione Donne Ingegnere e Architette – per coprire le più disparate tematiche di oggi e di sempre: l’emergenza climatica e le intelligenze artificiali ma anche la difficoltà di affermare le grandi scoperte.
Vi raccontiamo le giornate del festival attraverso cinque frasi di chi la scienza l’ha amata e vissuta sulla propria pelle.

– Nulla si crea e nulla si distrugge (Antoine Lavoisier)
Il festival mantiene la continuità con la rassegna DonneTeatroDiritti, da dieci anni uno degli appuntamenti centrali in casa PACTA, presentando spettacoli su grandi figure femminili del mondo scientifico. La serata di apertura, dedicata al Giorno della memoria, ha visto il debutto di Hedy Lamarr, lattrice scienziata – uno studio, con Maria Eugenia D’Aquino. La storia della donna più bella del mondo, primo nudo della storia del cinema ma anche inventrice dello spread spectrum, tecnologia alla base dei moderni sistemi senza fili, senza il quale adesso non stareste leggendo queste righe.

– Limitare la nostra attenzione alle faccende terrestri significa limitare lo spirito umano (Stephen Hawking)
Il festival continua alzando la testa e spostando lo sguardo oltre le nuvole: il 30 gennaio il salone di via Dini ha ospitato LUX di Salvo Valentino, dal 2006 autore, attore e regista della Compagnia dei Giovani a Gravina di Catania. Sul palco, gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Concetto Marchesi” di Mascalucia (CT) daranno voce a più di tre secoli di studi sulla luce: da Newton a Planck, da Einstein a Maxwell, intervistati da una studentessa dell’anno 2025.

Ci si sposta poi al Planetario di Milano dove ci attende Giulio Magli, archeoastronomo e direttore del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano: Il cielo sopra Giza è un emozionante viaggio alla scoperta dei legami dell’antico Egitto con il cielo, giunto alla seconda tappa dopo il successo della scorsa stagione Giza, il sole e le altre stelle. Il tour tra le scoperte del popolo che già nel 3000 a.C. aveva ideato il calendario di 365 giorni e le ore di 60 minuti sarà accompagnato dalle letture a cura di Maria Eugenia D’Aquino, nella data unica del 31 gennaio.

Si torna al PACTA Salone per COPERNICO NON CI CREDEVA, produzione Associazione Centro Teatrale Mamimò, scritto dal drammaturgo e fisico Rocco Gaudenzi e dal finalista del Premio Riccione Pablo Solari. Andrea Delfino porta in scena «uno spettacolo che è una lezione di fisica, una lezione di fisica che è uno spettacolo», raccontando in prima persona la storia del matematico polacco che sfidò la Chiesa dimostrando l’eliocentrismo un secolo prima del Galileo che affascinò Bertolt Brecht.

– Nella scienza ci devono interessare le idee, non le persone (Marie Curie Skłodowska)
Queste le parole della scienziata due volte premio Nobel e simbolo della lotta ai pregiudizi contro le donne in ambito scientifico: Mia nonna è un’ingegnere narra le storie di ingegnere e architette che hanno svolto le loro professioni ad altissimo livello senza rinunciare a una vita piena e soddisfacente, sfidando luoghi comuni tristemente vivi ancora oggi; è di nuovo Maria Eugenia D’Aquino a mettere in scena le testimonianze raccolte nelle pubblicazioni di Giovanna Gabetta e Amalia Lentini. Il 4 e il 5 febbraio La passione dei numeri. Emmy e Sofja, storia di due matematiche di Maria Rosa Panté, storia di due matematiche: Sofja Kovalevskaja (1850-1891), «troppo bella per essere una scienziata», e Emmy Noether (1882-1935), «troppo brutta per essere una donna». Un palco coperto di specchi evidenzia e moltiplica il fardello del pregiudizio fisico che grava sulle donne, del quale si parlerà con il pubblico negli incontri che seguiranno lo spettacolo. A intervenire saranno l’esperta di Storia delle donnee giornalista Valeria Palumbo e l’astronoma Adamantia Paizis.

– Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini (Jurij Gagarin)
Arriviamo al 6 e 7 febbraio con Pale blue dot – Pallido pallino blu, una produzione Jet Propulsion Theatre Compagnia Arditodesìo; la storia, sempre più drammaticamente attuale, della salvaguardia del Pianeta Terra. Andrea Brunello e Christian Di Domenico prendono spunto dal divulgatore di fama mondiale Carl Sagan per raccontare il destino della sonda Voyager 1 e del suo creatore, esplorando le fragilità della terra e dell’essere umano.

Il Festival si chiude con un incontro: Black black sky 2020 performing universe, co-produzione PACTA. dei Teatri – Associazione Sosta Palmizi, tra uno scienziato, l’astrofisico Stefano Sandrelli, un danzatore, il coreografo di Sosta Palmizi Giorgio Rossi, e l’attrice Maria Eugenia DAquino.
La sfida di raccontare lo spazio viene affrontata intrecciando tre linguaggi, apparentemente distanti ma vicinissimi tra loro, come noi e l’universo di cui facciamo parte. Data unica 8 febbraio.

– Se non sai spiegarlo a un bambino di sei anni, vuol dire chi non lo hai capito nemmeno tu (Albert Einstein)
Perché la scienza è per tutti, anche per i più piccoli; anzi, soprattutto per loro, se è vero che la curiosità è la madre di ogni scoperta. PACTA costruisce la sezione per l’infanzia con il contributo di ricercatrici, matematiche e artisti legati alle più importanti istituzioni scientifiche della città.
Il 2 febbraio alle ore 11 Mognomi e polignomi, uno spettacolo – laboratorio che parla di matematica, ma anche di amicizia e integrazione, a cura di Giulia Bernardi, Martina De Pieri, Giulia Mandelli e Irene Nava, produzione PiGreco – Il Luogo Ideale.
Lo stesso giorno alle 15.30, con Per lo spazio con Na la Compagnia dei Giovani di Salvo Valentino farà decollare il Salone oltre latmosfera terrestre, destinazione Marte, tra mille avventure e scoperte.

Pigreco – Il Luogo Ideale torna il 9 febbraio alle ore 11 con Matebosco, che riprende la collaudata formula dello spettacolo – laboratorio per introdurre alla matematica gli spettatori più giovani attraverso la fantasia e l’immaginazione, mentre il viaggio nello spazio prosegue lo stesso giorno alle 15.30 con Martina tremenda nello spazio: una misteriosa richiesta d’aiuto dall’angolo più remoto dell’universo, a cui accorrerà il pubblico guidato dall’attrice Alessia Bedini, nella drammaturgia di Filippo Tognazzo.

Per informazioni: pacta.org biglietteria@pacta.org | promozione@pacta.org
tel. 0236503740

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