ELENA SCOLARI | Volete che si riaprano i sipari? Volete poter vedere uno spettacolo in un parco, con tutti i metri di distanza che servono? Sì, lo vogliamo!
Tutti noi teatranti ci stiamo spremendo le meningi per capire come tornare a lavorare, e allora PAC lancia una proposta a tutti gli artisti ma anche agli spettatori, agli organizzatori e a tutte le menti fervide per raccogliere idee pratiche sulle possibili modalità di fare spettacolo per quando la cosiddetta fase 2 (che ora non è che fase 1 e mezzo) ce lo consentirà.
Ci piacerebbe riuscire a non pensare alle restrizioni solo come un obbligo castrante da subire: proviamo a ribaltarle, per tornare alla ribalta.

#Lucidellaribalta è un’iniziativa di PAC in collaborazione con Rete Critica, l’abbiamo esposta durante la bella Assemblea dei teatri e della danza, promossa da Altre Velocità, che ha raccolto più di 800 persone collegate via Zoom e via Facebook. Siamo certi che le camere creative di tutte queste persone che di teatro vivono stiano ribollendo di idee, stratagemmi, nuovi modi per trovare una posizione spaziale per il pubblico ma anche nuovi alfabeti per raccontare e per creare storie che possano viaggiare senza incontrare barriere di plexiglass.
Troviamo soluzioni che non siano solo quelle disinfettanti (a base alcolica ma non sono gin&tonic, ahinoi!).

Insieme a Elena Scolari ho partecipato, in nome e per conto di PAC – Paneacquaculture, all’importante Assemblea aperta dei teatri e della danza, organizzata da Altre Velocità con Rete Critica.Elena ha raccontato lo spirito del ciclo di dialoghi aperto su #Pac e ha illustrato il progetto #Lucidellaribalta, volto a raccogliere buone pratiche e suggerimenti per non subire le restrizioni imposte dal contenimento del #Coronavirus, ma per “ribaltarle” (https://tinyurl.com/lucidellaribalta).Per parte mia, ho riunito in un unico intervento le interviste che ho fatto fino a qui: con Daniele Timpano (Compagnia Frosini/Timpano) per ALDO MORTO 54, con Alessio Martinoli per RSSA – Residenze Socio Shakespeariane Assistite, con Iacopo Braca, con Padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte.Perché, nonostante tutto, una cosa ce l’ha insegnata anche questo tempo “sospeso”: ascoltiamo, ascoltiamoci. E poi dopo, soltanto dopo, prendiamo la parola.#retecritica #assembleadeiteatri #nonvienedasé

Pubblicato da Matteo Brighenti su Mercoledì 29 aprile 2020

I luoghi dove il teatro può tornare a vivere sono tanti: parchi, giardini, piazze, strade, isole, ma anche al chiuso in piccole sale per gruppi piccoli e in grandi sale per gruppi medi, nei palchetti dei teatri all’italiana magari divisi per gruppi di conviventi.
Ma vogliamo anche pensare a come tornare a fare le prove, a lavorare dentro il teatro prima che gli spettatori possano entrarci, pochi o tanti che saranno, inguantati o no. Vorremmo che il comparto del teatro ragazzi, vivissimo, partecipasse a questa raccolta di idee perché da questo settore tante volte sono venute evoluzioni e rivoluzioni poi diventate modelli per tanti, facciamolo accadere anche oggi.

PAC vuole essere collettore e diffusore di buone pratiche, suggerimenti, progetti grandi e piccoli, idee da condividere, prima che il Bureau ci imponga protocolli impossibili da realizzare.
Creiamo un pozzo di invenzioni e modelli cui tutti possano attingere: inviate i vostri pensieri concreti a paneacquaculture@gmail.com con oggetto #Lucidellaribalta.
Grazie!

#INFO
La chiamata è rivolta tanto agli organizzatori quanto ai soggetti produttori, cioè sia a chi ha idee per l’accoglienza del pubblico, modalità teatrali all’aperto o al chiuso che prevedano distanza tra gli spettatori (anche in movimento all’aria aperta) sia a chi ne ha per produzioni artistiche che “leggano” la contingenza dal punto di vista della creazione.
Testo max 10 righe;
indicazioni chiare su: modalità, destinatari (pubblico, attori, istituzioni, sponsor, et cetera).

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