RENZO FRANCABANDERA | Certo pare buffo pensare oggi al teatro come driver di sostegno a valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e del turismo sostenibile, ora che questo luogo della magia mediatica dal vivo è in parte chiuso o agibile a scartamento ridotto.
È un’altra delle contraddizioni davanti alle quali il frangente pandemico ci ha messo di fronte.
Eppure l’idea non è balzana o priva di un fondamento logico e anche economico: «Nel turismo degli ultimi anni, l’aspetto esperienziale a cui fortemente tende il turista si è sempre più connotato come un fenomeno di vera e propria narrazione. Tale narrazione è spesso dedicata alla scoperta dei luoghi, delle comunità e delle sue identità culturali. Altre volte è la narrazione in sè che diventa esperienza. Per questo il TPP-Teatro Pubblico Pugliese, è convinto dell’importante ruolo che gli operatori teatrali possono svolgere in questo contesto quali “narratori professionisti” se posti in stretta relazione con tutta la filiera turistica. A implementare quest’ultima relazione, è dedicato il progetto NeTT», ci dice affabile Lino Manosperta, esperto responsabile Ufficio Progetti del Teatro Pubblico Pugliese e conoscitore dei gangli produttivi e dei legami fra filiere del territorio.

Lino Manosperta – TPP

Siamo stati quindi invitati dal TPP a un giro in Puglia, a fare i turisti fra arte e storia grazie al teatro.
Quasi un gioco, per quanto mi riguarda, perchè è sempre un po’ strano fare il turista in una zona che dovrei conoscere bene, in fondo è dove sono nato; eppure spesso il turismo di prossimità viene lasciato da parte perchè “tanto ci si può andare sempre”. E poi si finisce per conoscere meno proprio i gioielli che si hanno dietro casa. Specie quando non ci si vive più da tempo.
Ed è quello che immancabilmente è successo, mentre venivo portato da un esperto d’arte locale, insieme a dei tour operator tedeschi, dentro i segreti del castello di Conversano, o ad ascoltare un concerto di musica da camera dentro la bellissima dimora storica di Palazzo Pesce, ospiti della famiglia Rotondi che gestisce questa residenza settecentesca con corte circolare e giardino nel pieno centro di Mola di Bari, animandola continuamente di eventi culturali, masteclass e laboratori per l’arte, sotto la direzione artistica di Margherita Rotondi, giovane imprenditrice illuminata, oltre che cantante lirica.
A volte quello che si pensa vicino non lo si conosce davvero.
E l’interscambio fra territori vicini era proprio il cuore del Programma di Cooperazione Transfrontaliero V-A Interreg Greece-Italy 2014-2020 che nella sua sezione NeTT – Network of Theatres for the valorization of Cultural and Natural Heritage to develop a Sustainable Tourism, ha avuto come soggetto capofila proprio il Teatro Pubblico Pugliese, e come partner il Teatro Municipale e Regionale di Corfù, il Teatro Municipale e Regionale di Patrasso, la Camera di Commercio di Acaia, oltre alla Fondazione Teatro Petruzzelli.
Itinerari culturali, coinvolgimento di tour operator internazionali, arti sceniche, con i centri storici delle città di Ruvo di Puglia e Lecce trasformati in palcoscenici a cielo aperto per presentare le restituzioni pubbliche dei lavori degli artisti coinvolti.

In origine i momenti pubblici avrebbero dovuto prevedere le visioni dei lavori di quattro compagnie coinvolte, due pugliesi (Teatro Koreja per Lecce e La Luna nel Letto per Ruvo) e due greche, ma queste ultime alla fine hanno potuto essere presenti solo attraverso alcuni video a causa dei recenti blocchi per contrastare la diffusione del contagio da Covid19.
È restato comunque vivo e ne testimoniamo parte, il percorso Racconti di Pietra, evento integrato tra produzione di uno spettacolo teatrale, attività laboratoriali di ricerca artistica e storiografica, e l’organizzazione di uno anello di congiunzione fra teatro e promozione turistica del territorio. All’interno di Racconti di pietra, infatti, fra fine agosto e i primi giorni di settembre, nella Cross Fertilization tra il progetto NeTT e il progetto “Sparc”-  entrambi finanziati dal Programma Interreg V-A Greece – Italy 2014-2020 – un gruppo di tour operator nazionali e internazionali ha potuto visitare Ruvo, Taranto, Lecce e altre meravigliose località pugliesi, seguendo i due show case alla scoperta dei principali patrimoni culturali della regione ma seguendo anche un vero e proprio itinerario di turismo culturale, in una fase molto delicata della mobilità turistica e usando in modo rigorosissimo tutte le precauzioni anti Covid.

Quanto alle proposte teatrali, a Lecce è andato in scena, ai Cantieri Teatrali Koreja, con la cura artistica di Elena Bucci, la creazione site-specific Per primo, Amore, un viaggio nel tempo verso la tragedia antica e il mito, liberamente ispirato alle Eroidi, raccolta di epistole composte dal poeta latino Ovidio tra il 25 ed il 16 a.C. circa, un epistolario immaginario tra eroine note e meno note e i loro mariti, fidanzati o amanti.
Non abbiamo potuto seguire l’evento, purtroppo, ma siamo in compenso stati spettatori, davanti al meraviglioso sagrato della cattedrale romanica di Ruvo di Puglia, della prima restituzione che il regista Michelangelo Campanale ha proposto alla cittandinanza, grazie alla collaborazione fra l’associazione culturale Tra il dire e il fare e la compagnia La Luna nel Letto, di Racconti di pietra (Bella addormentata).

Evidentemente attratto più dalla funzione antieroica che da quella del protagonista buono, Campanale, come già aveva fatto con Cappuccetto Rosso spostando l’attenzione sui tormenti del lupo, in questo caso, nella rilettura coreografata di La bella addormentata, lascia sullo sfondo la vicenda della principessina sforunata, per concentrarsi sulla solitudine della fata cattiva.
Siamo tutti in qualche modo stati esclusi, non invitati, estromessi. La figura della donna malvagia raccoglie in sè il tema dell’esclusione, dell’incomprensione, della solitudine. La scena, sempre composita e piena di ribalte, scomparti, sottoscala dell’esistenza rivela nel continuo tumulto delle vicende, una partizione fra l’umanità sorda e la solitudine incompresa della donna (Maria Pascale), cui va la maggior parte del carico drammaturgico della costruzione.
Attorno a lei vengono costruite le precise e insieme tumultuose azioni, per lo più coreografate, dei danzatori-acrobati della Compagnia Eleina D, sotto la direzione di Vito Cassano.
La costruzione scenica, ancora in fase di elaborazione, contiene in sè gli spunti e le caratteristiche fondanti della poetica di Campanale, regista visionario, costruttore di spazi scenici e ambienti emotivi ricavati anche con il sapiente ricorso alle luci, di cui è pregevole disegnatore.
L’illuminazione della cattedrale, l’utilizzo di toni e volumi ora caldi ora freddi, consente di sviluppare un tessuto di intensità ricco, per uno spettacolo che ambisce a un dialogo intergenerazionale, adatto quindi, con qualche aggiustamento necessario, a poter essere indirizzato a fruitori di ogni età, con piani e schemi di leggibilità assai diversi.
La favola è presente, anche se in controluce, quasi più come pretesto creativo che come traccia da seguire, cosa che infatti avviene solo in parte, per sommi capi.
Lo spettatore più giovane ritrova comunque in modo leggibile gli elementi dell’archetipo fiabesco, mentre all’adulto resta il compito di decifrare una rilettura più psicologica in cui fanno capolino, fra gli immancabili tableaux vivants cari al regista, i temi della violenza di genere, il nesso con altre figure del teatro e della letteratura di sempre, oltre che rimandi cinematografici, come l’educazione in stile Highlander del principe salvatore.
Pur rimanendo da calibrare il codice attorale sui performer danzatori, tipicamente meno avvezzi al linguaggio parlato, e la cifra delle emozioni forti da riservare al pubblico dei più piccoli, la struttura concettuale di Racconti di pietra, già in questa primissima versione, mostra un potenziale notevole per lo sviluppo futuro del progetto.
Ad oggi Campanale, con il suo percorso di teatro danzato nell’universo delle fiabe, mai banale e sempre ricco di spunti e rimandi all’arte intesa in senso lato, fra pittura, scultura, cinema, letteratura, appare come uno degli interpreti più interessanti in Italia della creazione tout public.

 

RACCONTI DI PIETRA
(BELLA ADDORMENTATA)

drammaturgia, regia, scene e luci: Michelangelo Campanale
con: Maria Pascale, Erica Di Carlo, Francesco Lacatena, Antonella Piazzolla, Roberto Vitelli
coreografie: Vito Cassano
assistente alla coreografia: Claudia Cavalli
luci: Michelangelo Volpe
costumi: Maria Pascale
COMPAGNIA LA LUNA NEL LETTO / ASSOCIAZIONE CULTURALE TRA IL DIRE E IL FARE
In collaborazione con i danzatori della Compagnia EleinaD

 

PER PRIMO, AMORE – lettere di eroine sull’amore
Progetto site specific

cura artistica Elena Bucci
cura del progetto Salvatore Tramacere
con Giorgia Cocozza, Alessandra De Luca, Angela De Gaetano, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić
musiche originali Giorgio Distante
tecnici di compagnia Alessandro Cardinale, Mario Daniele
organizzazione Georgia Tramacere
amministrazione Daniela de Matteis
TEATRO KOREJA

 

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