«Abbiamo un compito limitato, come quello di chi verrà dopo di noi. Si tratta di mettere a punto la grammatica, tenendo conto che non possiamo capire la semantica. Si tratta di procedere a passo a passo verso un obiettivo che non conosciamo, continuando a fare le ipotesi di lavoro che la nostra esperienza crescente ci permette di formulare».

Henri Laborit, Elogio della fuga

MILA DI GIULIO | Per spiegare il lavoro dell’associazione Arti e Spettacolo di San Demetrio De’ Vestini, non si può che partire dalle parole del filosofo Henri Laborit, mantra necessario per i tempi che corrono: in una realtà che impone il cambiamento le regole vanno riscritte per tentativi, senza interrogarsi troppo sul significato.

Non è infatti la prima volta che Arti e Spettacolo si occupa di portare all’attenzione della comunità uno spettacolo che racconti un momento di transizione: basti pensare all’operazione di Decade-Città Possibili del 2019, spettacolo itinerante per le vie della città dell’Aquila realizzato appositamente da Circolo Bergman che, toccando varie tappe cruciali della città in ricostruzione, raccontava lo stato attuale del capoluogo di regione dell’Abruzzo, ma anche e soprattutto le prospettive per ricominciare.

Con Finis Terraenell’ancora embrionale nuova estetica teatrale post-lockdown, Arti e Spettacolo decide di inventare le proprie regole e plasmare a proprio favore le difficoltà da misure di sicurezza.
Prima tappa della trilogia Elogi della fuga, Finis Terrae, lo spettacolo si è svolto  a metà settembre presso il Lago Sinizzo, per un numero limitato di spettatori. 

La sfida tentata anche in questo caso dall’associazione, la cui pratica inizia nel 1994 (anno di fondazione), è ancora una volta quella di condurre una costante e reale ricerca teatrale, coinvolgendo tutto l’hinterland circostante. Gli abitanti della zona vengono sensibilizzati progressivamente all’arte della scena, avvicinati a tutte le sue forme, riuscendo, nell’intento dei lungimiranti artefici del lavoro, a realizzare spettacoli coerenti con le estetiche più attuali, ma che non dimentichino una cifra identitaria più che mai personale.

Fin dall’arrivo alla piccola stazione ferroviaria di San Demetrio de’ Vestini si respira un’aria di mondo alla fine del mondo,  per dirla con Luis Sepulveda, portando inevitabilmente alla constatazione che il teatro trova terreno fertile per la sua ripartenza nella primordialità della natura, in luoghi insoliti che diventano familiari.

Foto: Paolo Porto

Il luogo scelto per questo lavoro site-specific è, infatti, il Lago Sinizzo, un piccolo specchio d’acqua a pochi chilometri da San Deemetrio ne’ Vestini, che assume una allure atemporale: i partecipanti all’evento iniziano il proprio percorso in un’anticamera naturale a pochi passi dal lago, giungeranno di fronte all’acqua solo alla fine del percorso.
La consapevolezza progressivamente indotta nello spettatore è che la meraviglia della scena, soprattutto in questa sua inusuale veste, debba essere necessariamente guadagnata.

Più che a una narrazione, lo spettatore di Finis Terrae partecipa così a un’esperienza interattiva: dopo aver indossato delle cuffie wireless, si viene guidati da un banditore, che, nonostante l’ingombrante megafono, arriva con la voce direttamente ai singoli partecipanti, come se parlasse a ognuno di loro, valorizzando in tutto il suo potenziale sonoro la scelta di utilizzare questo tipo di diffusione acustica, senza trascurare i rumori del bosco, che accompagnano lo spettacolo per tutta la sua durata.

Progressivamente, lungo il cammino, compaiono i personaggi che segnano le tappe più significative della triste sorte del teatro italiano, con malinconia, ma non senza una buona dose di speranza per la ripartenza; si parte da una coppia di ormai disillusi Colombina e Arlecchino,  le attrici di ricerca e le vecchie glorie dorate dei grandi teatri stabili, passando per scienziati e bislacchi venditori ambulanti: il pubblico sarà disposto a inseguire il teatro fino ai confini del mondo?

Vengono alla mente i versi di Kavafis della sua più nota e citata composizione «Itaca ti ha dato il bel viaggio / senza di lei mai ti saresti messo / in viaggio: che cos’altro ti aspetti?», versi può essere condensata l’efficacia dell’operazione portata avanti da Arti e Spettacolo: dopo aver camminato nel suggestivo panorama naturale che precede il lago, lo spettatore arriva finalmente alla meta, lo specchio d’acqua, trovandosi di fronte delle sedie, un invito implicito a rientrare nel proprio ruolo in platea.

Dopo aver tanto inseguito i suoi personaggi, nel momento in cui lo spettatore si siede, l’incanto si traforma in epifania e l’ultimo degli incontri è quello con la realtà: un violino sulle note del Preludio della Suite n.1 per violoncello di Johann Sebastian Bach accompagna la risposta ai tanti interrogativi sul teatro e la sua travagliata ripartenza.
Perchè il teatro trovi la forza per ripartire, dunque, bisogna che il pubblico esprima tutta la sua devozione per i protagonisti della scena, così lungamente assenti, anche al punto di cercarli  fino ai confini della terra.

Il progetto dell’Associazione culturale Arti e Spettacolo, guidata da Giancarlo Gentilucci (direttore artistico) e Tiziana Irti (socia fondatrice e attrice-formatrice), in costante indagine di nuovi processi estetici e comunicativi ma anche indirizzata a sensibilizzare verso una visione di teatro inteso come comunità, è ambizioso e totalizzante, un lavoro che procede costante e instancabile, nonostante le difficoltà imposte dal momento storico, senza dimenticare le urgenze del quotidiano e la peculiarità delle proprie origini.

 

FINIS TERRAE
in collaborazione con il Comune di San Demetrio ne’ Vestini

regia Giancarlo Gentilucci
testo Paolo Giorgio
testo Albert Roberto Capezzali
sound design Diego Sebastiani
canto Armando Rotilio
violino Fabrizio De Melis
interpreti Donato Angelosante, Giacomo Vallozza, Tiziana Irti, Paolo Vasi, Alberto Santucci, Daniele Tomassi, Luisa Chelli, Adriana Zuffranieri, Ailar Sajjadi, Elena Mastracci, Alessandro Cataldi, Sara Gagliarducci, Chiara Battistone, Dahlia Rotilio, Dorian Rotilio, Emily Valvona
voci Donato Angelosante, Giacomo Vallozza, Tiziana Irti, Mario Villani, Daniele Tomassi, Luisa Chelli, Antonella Aloisi, Alberto Santucci, Romina Masi, Ilaria Ciocca, Alessandro Cataldi, Adriana Zuffranieri
direzione tecnica Daniela Vespa
foto Paolo Porto

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