RENZO FRANCABANDERA | Giovedì 8 dicembre in sei città di tre regioni diverse saranno inaugurati i percorsi del progetto speciale finanziato dal MiC Hosting On The Road, realizzato da Collettivo lunAzione, Quarantasettezeroquattro, Teatro Nucleo, che hanno composto un mosaico sonoro raccogliendo più di cento voci appartenenti alle comunità che vivono nelle aree interne.

Per la prima volta in forma compiuta, le performance itineranti in cuffia frutto di residenze artistiche saranno fruibili autonomamente attraverso segnali QR Code collocati negli spazi urbani delle città coinvolte: Cerignale e Pontelagoscuro in Emilia-Romagna, Gradisca di Isonzo e Monfalcone in Friuli Venezia Giulia, Orria (frazione Piano Vetrale) e Perito in Campania.

Quarantasettezeroquattro ha ospitato il Collettivo lunAzione tra Monfalcone e Gradisca di Isonzo, proponendo inoltre la fruizione delle due performance nell’ambito dei festival urbani multimediali “Contaminazioni Digitali” e “In\Visible Cities”. Teatro Nucleo, invece, ha agito attivamente entrando all’interno del processo di ricerca sul campo a Cerignale (PC) e a Pontelagoscuro (FE).
In Campania, sempre in contemporanea agli “hosting” delle altre città, saranno fruibili invece le performance curate dal Collettivo lunAzione a Perito (SA), dove era già stata presentata in luglio al CilentArt Fest la performance frutto di una residenza svoltasi a luglio 2022, e a Orria (nella frazione di Piano Vetrale, SA).
Hosting On The Road rovescia il concetto di tournée per sposare l’idea di una performance eco-sostenibile, che non si sposta nello spazio e nel tempo attraverso le sue tappe, ma si realizza in contemporanea in tutti i suoi luoghi.
Ci raccontano il progetto Eduardo Di Pietro e Martina Di Leva del Collettivo lunAzione, Alessandro Cattunar di Quarantasettezeroquattro e Veronica Ragusa e Marco Luciano di Teatro Nucleo.

Com’è nato il progetto Hosting On The Road?

Eduardo, Collettivo lunAzione: Hosting on the road nasce da Hosting, un lavoro di indagine su comunità ed ecosistemi, una raccolta di materiali audio che convogliano in una performance site specific in cuffie wireless, messe a disposizione di enti locali (come le Pro Loco) per l’organizzazione di appositi eventi. Un modo di trascendere l’occasionalità dell’evento performativo affinché questi contenuti restino fruibili e siano accessibili autonomamente dal pubblico.
Alessandro, Quarantasettezeroquattro: Hosting on the road rappresenta la tappa conclusiva di un lungo percorso di ricerca e produzione durante il quale il format “Hosting” ha avuto modo di crescere. La prima versione, che ha preso vita nel piccolo borgo di Turriaco, in Friuli Venezia Giulia, è nata nel 2020, nel corso di una residenza artistica all’interno del Festival In\Visible Cities. La collaborazione fra Collettivo lunAzione e il Festival In\Visible Cities è poi proseguita sperimentando il lavoro in un contesto diverso e molto affascinante, quello della comunità scientifica della SISSA di Trieste (2021). Nel 2022 si è giunti infine a Gradisca di Isonzo e a Monfalcone, due piccoli centri profondamente diversi tra loro per storia, composizione sociale, problematicità, diventati le tappe del Friuli Venezia Giulia di “Hosting on the road”.

Veronica Ragusa, Teatro Nucleo: Teatro Nucleo dal 2020 rivitalizza il panorama culturale di periferie e paesi con ERSA Emilia-Romagna Scena Aperta, conoscendo così luoghi limes, assetati di attività culturali. Martina Di Leva, tirocinante nella nostra attività di Teatro Carcere, ci parlò delle performance che Collettivo LunAzione stava creando. Unendo le idee, nacque Hosting on the Road.

Qual è la metodologia artistica posta in essere e come le diverse realtà si interfacciano tra di loro?

Eduardo, Collettivo lunAzione: Hosting, il progetto di base, prevede una fase di ricerca e raccolta di interviste audio presso una comunità. Segue la composizione sonora del materiale raccolto e la costruzione di una performance in cui il pubblico passeggia nell’ambiente preso in esame indossando cuffie wireless. Nel corso della residenza artistica, la compagnia vive a stretto contatto con la comunità, allo scopo di realizzare un ritratto di questa “umanità” e dei loro habitat. Ne deriva un mosaico costituito da frammenti sonori, assemblati secondo una linea tematica.
Martina, Collettivo lunAzione: L’organizzazione di Hosting on the road si è avvalsa delle peculiarità di ogni partner: l’ormai decennale esperienza di Quarantasettezeroquattro nell’organizzazione di eventi e nell’uso di nuove tecnologie a scopi performativi, Teatro Nucleo che con il progetto ERSA – Emilia Romagna Scena Aperta lavora da anni con le piccole comunità, e il Collettivo lunAzione che dal 2020 sviluppa il progetto Hosting in varie regioni. I tre partner si sono aggiornati costantemente sulle fasi del progetto speciale, con un’attenzione particolare di ognuno alla propria regione di appartenenza.

Quali sono le prime reazioni degli abitanti e come cambiano nel corso dell’indagine?

Marco, Teatro Nucleo: Non è stato semplice, da principio, far capire chiaramente quali erano gli obiettivi del progetto. Un’audio-guida emozionale per raccontare il paese? Cuffie wireless? A cosa servono le interviste? Abbiamo dovuto costruire relazioni. Lo abbiamo fatto abitando Cerignale e Pontelagoscuro, e vivendo i due territori con gli spettacoli, offrendo il nostro sapere poetico, attivando una sorta di baratto culturale, come siamo soliti fare nelle nostre tournée per i piccoli comuni italiani. Nel momento in cui la relazione è diventata chiara, le dinamiche si sono immediatamente trasformate. I cittadini hanno cominciato a concedere interviste generosissime, rievocando un passato lontano o sognando un futuro diverso, hanno assunto su di sé la responsabilità di creare con noi un’opera d’arte. Ci indicavano i soggetti più adatti a parlare di determinati argomenti, ci hanno portati a pesca nel fiume Trebbia, hanno aperto le porte delle loro cucine. A Cerignale abbiamo effettuato un primo ascolto del percorso con gli abitanti per capire cosa ne pensavano. È stato davvero emozionante guardare i loro occhi mentre ascoltavano le loro voci, quelle dei nipoti, dei nonni.

Qual è il ritorno per il territorio?

Alessandro, Quarantasettezeroquattro: Per le comunità ospitanti Hosting è un’occasione per pensare alla propria identità, attraverso il confronto con l’altro, con l’ospite da accogliere. Grazie al lavoro che il Collettivo lunAzione fa nel periodo di residenza, ogni comunità ospitante è invitata a presentarsi, mettendo in luce i suoi punti di forza ma, al contempo, è stimolata ad essere sincera, evidenziando problemi e difficoltà. Lo spettatore che assiste alla performance ha così l’occasione di immergersi in un territorio, cogliendone sfumature e contraddizioni, fascino e debolezze. Un’esperienza che risulta arricchente per chi viene da fuori ma anche per chi quel territorio lo vive.
Veronica, Teatro Nucleo: Cerignale ha acquisito consapevolezza della sua bellezza, delle sue storie, della sua unicità. È ora evidente che il paese, reduce da uno spopolamento, suscita interesse agli occhi di turisti, viaggiatori, curiosi. Si è data voce ai cittadini tra i più nascosti della regione.
Marco, Teatro Nucleo: La creazione di una memoria emotiva “tangibile”, che potrà essere ascoltata per decenni inquadrando un codice è una questione che ha fatto molta presa anche sui cittadini di Pontelagoscuro, generalmente esclusi dalla proposta culturale mainstream che il Comune di Ferrara realizza. L’idea di un progetto “tutto nostro” aiuta a generare identità e senso di appartenenza in un luogo dove, dal dopo guerra, tutto ciò è venuto a mancare.

Quali sono gli aspetti del progetto che secondo voi hanno bisogno di manutenzione, quelli che sono perfezionabili?

Alessandro, Quarantasettezeroquattro: Secondo me il format funziona. È semplice, immediato, coinvolgente. L’aspetto su cui bisogna lavorare maggiormente è quello della comunicazione verso il pubblico potenziale: convincere le persone che vale la pena ritagliarsi del tempo per vivere un’esperienza che è al contempo individuale e collettiva. Prendersi il tempo per osservare ed ascoltare, mettendosi in gioco.
Martina, Collettivo lunAzione: Nel prossimo futuro, il dialogo con le istituzioni e le associazioni locali può e deve essere perfezionato, allo scopo di incrementare e facilitare la comunicazione verso il pubblico. È inoltre necessario stabilizzare la prosecuzione locale del progetto in forma autonoma per tramite dei materiali tecnici forniti (cuffie wireless, supporti QR Code, sito web dedicato).

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