RENZO FRANCABANDERA | Hanno da poco preso il via la stagione del Massimo di Cagliari e quella del Cada Die Teatro, istituzione teatrale fra le più attive sull’isola. Nomi di spicco, da Ottavia Piccolo al Teatro delle Albe, passando per Giulio Cavalli e tanti altri.

E’ un teatro vivo, che raccoglie pubblico e organizza stagioni con forse non grandissimi mezzi ma con industriosità e fantasia, facendo leva su contatti e relazioni.
E’ un quadro positivo, pur nella difficoltà, quello che viene fuori dando un occhiata alle stagioni del teatro in Sardegna e in particolare nella zona di Cagliari.
Il teatro Massimo ha aperto la stagione con Ascanio Celestini e il suo Pro Patria, seguito dall’esordio del primo atto di un’operazione culturale ancora più spessa, ovvero un ciclo sul teatro russo, che si allungherà dentro tutta la stagione, passando a Dicembre per Il giardino dei ciliegi e per finire a Marzo con I fratelli Karamazov. Regista in senso stretto e in senso lato dell’operazione Russia è Guido de Monticelli, alla direzione artistica dello Stabile di Sardegna.
Con la Russia, anche se in forma diversa, ha a che fare anche lo spettacolo che andrà in scena in questo fine settimana, da stasera a Domenica 5, interpretato da Ottavia Piccolo: “Donna non rieducabile” è il monologo scritto dal drammaturgo toscano Stefanno Massini che recupera testi e diari della grande giornalista Anna Politkovskajaha, il cui assassinio ha segnato una delle pagine più oscure e truci della recente storia dell’informazione in Russia. Un testo sulla verità, sulla scelta di vita della giornalista, scelta abbracciata tanto da Massini nella restituzione dei testi quanto dalla Piccolo, che in una dimensione quasi anti-attorale, ripropone parole e integrità morale della persona.
Un’operazione sul sentimento più vero della verità, identica pur nei distinguo stilistici e di impostazione teatrale, a quella che trova declinazione, sempre al bordo fra arte, storia e politica, nello spettacolo “L’innocenza di Giulio: Andreotti non è stato assolto”, che Giulio Cavalli sta portando in questi giorni sull’isola grazie a Cada Die teatro nell’ambito dell’ottava edizione de La Sardegna dei teatri – circuito di teatro contemporaneo diretto dal Cada die teatro di Cagliari in collaborazione con Bocheteatro di Nuoro, La Maschera di San Sperate, Rossolevante di Tortolì e Sinenomine teathrum di Serramanna. E’ un sodalizio fra compagnie dal nord al sud dell’isola, che consente una circuitazione popolare con lo scopo di portare il teatro dove difficilmente arriva: nove comuni, in una rete che passa per Cagliari, Dorgali, Lanusei, Orosei, San Sperate, Serramanna, Serrenti, Tortolì e Ulassai.
Giulio Cavalli termina il suo giro proprio sabato 5 alla Vetreria di Cagliari. La rassegna a Novembre ospiterà a Cagliari e non solo gli ottimi Babilonia Teatri, e La colonna infame e Vaglia per E.E. di Teatro Invito.

Fra i nomi più di richiamo ospitati nella stagione di Cada Die il Teatro delle Albe, che ha portato in scena lo scorso fine settimana La canzone degli F.P. e degli I.M., riadattamento di una sorta di poemetto che Elsa Morante incluse nella sua raccolta Il mondo salvato dai ragazzini. Interpreti dello spettacolo Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Alessandro Renda su ideazione e regia di Marco Martinelli. La produzione Ravenna Teatro mette le parole della Morante in bocca ad una figura dal tratto clownesco, che in pochi istanti si scoprirà essere uno squilibrato, internato in una struttura manicomiale.
Un’idea, quella della traslazione dal mondo della verità al mondo della pazzia che esalta la dimensione profetica di un testo bellissimo ma quasi obliato, a vent’anni dalla morte della grande scrittrice.
La previsione della grande omologazione che il regno degli “Infelici Molti” ha portato nelle nostre società è uno dei tratti più alti del sensibile dell’autrice che parla (e mai come in questi giorni le parole suonano concordi con quello di cui anche sul medium televisivo si parla) della necessità in ogni luogo e in ogni possibile contesto di una rivoluzione culturale. E’ questa una “premura rivoluzionaria” che sta a cuore non solo al Teatro delle Albe ma anche a Cada Die, uniti, come ha sottolineato Giancarlo Biffi del teatro sardo in apertura di una delle repliche, proprio da un progetto, da un’idea del teatro come militanza culturale.
Lo spettacolo, attraverso la straniante dimidiazione fra realtà ottusa e follia profetica, scambia i piani e asseconda l’intento della regia che proprio a questo mira, a risvegliare nel pubblico la sensazione di essere finiti dal lato sbagliato della Storia, di aver indirizzato la vita verso un percorso senza sorriso, senza felicità, senza futuro. Il risveglio delle coscienze è sempre possibile, anche quando le speranze sembrano svanire.

Un video dello spettacolo delle Albe
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