ritmocitta_taylorRENZO FRANCABANDERA | E’ singolare che in una città ci sia un grande musicista che dedica un concerto interpretando i brani di un altro grande musicista, che quella stessa sera suona in un’altra città a pochi km di distanza. Se poi sono due musicisti inglesi settantenni in Italia, la cosa ha un che di singolare.

John Taylor mancava da dieci anni da Milano. Paul McCartney da molti meno in Italia. L’ultimo tour è del 2011. Il primo ha deciso di presentare un progetto di studi e interpretazioni di brani del secondo, debuttando nel capoluogo lombardo, all’interno della notevolissima rassegna di musica jazz Il ritmo delle città la stessa sera del concerto dell’ex Beatles a Verona.

In realtà, come spesso accade a teatro o nelle arti, l’ispirazione è un pretesto. Questo progetto dedicato alle canzoni scritte da McCartney era un delicato pretesto per continuare il dialogo artistico con Diana Torto, con cui Taylor suona regolarmente in duo sia in Italia che all’estero dal 2005. Taylor ha una grande attenzione per le voci del jazz italiane. Era già uscito nel 2008 Triangoli, un album con la Torto accompagnata dal pianista e Anders Jormin. Ma è di sedici anni fa Verso, il bel lavoro con la voce di Maria Pia De Vito, ripreso cinque anni dopo da Nel Respiro, sempre con la stessa interprete.

In questo caso la formazione si allarga ad un quartetto di matrice nord europea in cui segnaliamo la straordinaria verve di Martin France, che per tutta la sera con la sua batteria fornisce un contrappunto ritmico straordinario alle arrampicate vocali della cantante italiana e alle sue improvvisazioni.

Di Diana Torto inutile raccontare del percorso di anni, tutto fuori dalle vie facili e commerciali, con quella voce capace di escursioni timbriche, gutturali, di animalesca poesia che riescono a duettare in sincrono con uno strumento a fiato dando l’idea di un principio meccanico di produzione sonora, e a distanza di qualche battuta a scolpire l’arco delle tonalità che nessuno strumento può produrre, se non la voce umana. In lei si respira quella perfetta intonazione nasale dell’emissione vocale, utile al riverbero interiore che non è più solo armonico ma finisce poi per diventare concettuale. Lo diventa ancor di più quando sfuggendo alle regole della partitura è libera di variare e improvvisare con lirica leggerezza.

E Taylor e McCartney? In realtà la grandezza di Taylor è quella di riuscire quasi a fare un passo indietro, una caratteristica tipica dei leader, che mettono al servizio di un progetto e dell’altrui talento la capacità di un’eclissi parziale, in nome del collettivo, che è così libero di emergere quanto le individualità che lo compongono. Il progetto McCartney in fondo è nato da pochissimo e forse è più che altro un pretesto che se su alcuni brani ha già trovato la misura di un’originale reinterpretazione dei classici dell’ex Beatles, su altri rimane più schiacciato sulla matrice originaria. Ecco che bene, nel mezzo del concerto, vengono a spezzare ritmo e assonanze i brani scritti dalla cantante e dal maestro che più libertà d’esecuzione inducono nella scaletta. Così anche McCartney si eclissa, e che sia a Verona poco importa, mentre noi ce la godiamo aell’Orto Botanico di Cascina Rosa a Città Studi, in uno di quegli angoli inusuali della città in cui questa rassegna negli anni è riuscita a portarci.

Il ritmo delle città durerà per tutto il mese di luglio a Milano e in alcune località vicine Arese, Legnano e Magenta. Proprio il 3 ad Arese, sarà in concerto Gianluca Petrella, giovane talento di prima grandezza a livello internazionale del trombone.

Ma gli appuntamenti sono tutti ghiottissimi: dallo Steve Swallow Quintet, con la magica Carla Bley (il 15 luglio al Castello Sforzesco), al norvegese Jazz Mob e al francese Rémi Panossian Trio (il 25 luglio al Castello Sforzesco), per non parlare di Chick Corea, il 22 luglio sempre all’Orto Botanico di Cascina Rosa. Anche Corea, come Taylor, sarà protagonista nel corso della giornata del concerto di un seminario organizzato dai Civici Corsi di Jazz della Fondazione Milano presso l’Auditorium Lattuada.

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