MONICA VARRESE | Il tempo scorre lentamente a Chiatona, una delle più note spiagge del litorale tarantino affacciate sul mar Ionio. Qui, in un pezzo di terra che si risveglia con la calura dell’estate, prende vita nel 2014 il progetto Clessidrail teatro a partire dai luoghi – questo il sottotitolo che fa da cornice ad una iniziativa che mira a ricercare e ridefinire la memoria storica individuale e collettiva di una piccola comunità.
Giunto alla quinta edizione, rientra nel progetto “P.A.S.S.I.” (Progetto, Arte, Spettacolo, Scoperta e Innovazione nella Terra delle Gravine), progetto artistico triennale 2017/19 a cura del Teatro delle Forche, in ordine all’Avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche – Patto per la Puglia – FSC 2014/2020 – Area di intervento “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

Quanto è difficile ricostruire, partendo da un pezzo di terra definito “frazione”? Attraverso il progetto Clessidra, ideato da Erika Grillo, si cerca di farlo analizzando il territorio, la comunità e operando una vera e propria ricerca sociale, partendo dalle storie che ricostruiscono l’identità dei luoghi.
Ogni anno, uno spazio diverso si fa teatro. Così, dopo il mare, i binari, il bosco e le dune, ecco far rivivere i lidi, le cabine dello storico stabilimento balneare Lido Impero, nato con la concessione ufficiale del re Vittorio Emanuele III nel 1935. Un pezzo di storia, dunque, che ancora oggi continua a raccontarsi.

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Nel punto di accoglienza del pubblico, all’ingresso del lido, si erge un’ installazione artistica intitolata “Radici-realtà”, a cura di Reset Chiatona: una montagna caotica di sdraio e sedie da spiaggia, sormontata da un ombrellone che, al tramontare del sole, diventa faro nella notte.
A sinistra, sulla parete bianca dello stabilimento, viene proiettato un video in cui Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista e pensatore centrale nella cultura italiana, denuncia quello che definì come il nuovo totalitarismo massmediatico, dato dall’avvento della società dei consumi. Qui di seguito riportiamo il link:

Pasolini sulla società dei consumi

Le parole di Pasolini, incredibilmente profetiche considerando i tempi bui in cui oggi versiamo, riempiono il tempo dell’attesa, ponendo il pubblico, in maniera quasi inconsapevole, di fronte al tema che verrà sviscerato successivamente attraverso le storie.

Il pubblico viene diviso in gruppi e indirizzato in una delle dieci cabine, che poi si troverà a scorrere in ordine crescente, attraversandole tutte. All’interno di angusti spazi claustrofobici in cemento, ogni personaggio si prepara alla “Festa Perfetta”, alla quale è un dovere arrivare preparati, essendo altrettanto perfetti e impeccabili. Incontreremo donne e uomini il cui unico intento è dimenticarsi per una notte: «Perdere il nome, mettere una maschera», dirà Eva, alla ricerca del suo paradiso o il party maker, per il quale la regola assoluta è: «Non pensare al silenzio, non pensare alla fine. Non pensare». Chi si allena senza sosta, chi beve di continuo, chi si abbuffa di orsetti gommosi e sogna di avere i superpoteri, chi scrive le parole sul proprio corpo, per ricordare cosa deve giocare ad essere.
Apparire dunque, senza essere. “Lidi. La festa perfetta” – per la regia di Gianluigi Gherzi e Fabrizio Saccomanno – è un insieme di solitudini che hanno la necessità di raccontarsi, testimoniare il malessere causato dall’essere in una posizione di aspettativa continua nei confronti di sé stessi. Sarò degno della festa? Cosa mi chiederà di fare la festa? Questi alcuni degli interrogativi che tormentano i personaggi.

CLESSIDRA 2018 - LIDI - photo Alessandro Colazzo-7

Ogni storia scalfisce e fa riflettere sull’oggi, su un tempo in cui dietro la garanzia di un’apparente libertà si annida una strategia malvagia e totalizzante di omologazione, che ha annichilito la capacità di relazionarsi all’altro in maniera autentica. I momenti più intimistici sono intervallati da azioni collettive, nelle quali tutti gli attori abitano quale spazio scenico d’insieme la spiaggia, alla quale il pubblico non può accedere perché ostacolato da una rete che ne impedisce l’attraversamento. A ragion di ciò, il pubblico diventa voyeur e assiste allo sgretolarsi della compagine umana. Una voce fuori campo – stile The Big Brother – istiga con sempre più violenza i personaggi a raggiungere la perfezione, ma per quanto possano impegnarsi non è mai abbastanza. Alla fine di ogni scena d’insieme, sono costretti come bestie a ritornare nelle cabine/prigioni per allenarsi ancora, per l’eternità.

Dopo aver assaporato tutta questa solitudine, nella scena finale tiriamo un sospiro di sollievo, quando gli attori guidano il pubblico nella grande spiaggia e, nel giro di qualche secondo come per magia, si crea un grande cerchio fatto di persone che si tengono per mano. In questa dimensione, attraverso la parola, si lascia spazio ad una possibile redenzione, gridata, sussurrata, finalmente nominata.

Veramente una festa perfetta.

CLESSIDRA 2018 - LIDI - photo Alessandro Colazzo-5

LIDI. LA FESTA PERFETTA

regia di Gianluigi Gherzi e Fabrizio Saccomanno

con Giorgio Consoli, Daniela Delle Grottaglie, Alessandra Gigante, Erika Grillo, Giulia Mento, Ermelinda Nasuto, Chiara Petillo, Elisabetta Sbiroli, Fabio Zullino

coordinamento tecnico Walter Pulpito

tecnico audio/luci Vincenzo Di Pierro

scenografie e allestimenti Mino Notaristefano

produzione Teatro Le Forche

in collaborazione con Reset Chiatona

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