SOFIA BORDIERI | Dopo aver partecipato alla settimana di anteprima del Performare Festival con TAVOLO PAC – laboratorio di scrittura critica che abbiamo raccontato attraverso i testi delle partecipanti in un articolo dedicato – siamo tornate a Serradifalco dall’1 al 4 settembre per i primi giorni della programmazione festivaliera. Il tema scelto per quest’anno dalle direttrici artistiche Simona Miraglia e Amalia Borsellino del Colletivo SicilyMade è Corpo Universo, ovvero il corpo inteso “come origine, archivio, strumento e paesaggio in trasformazione”, per cui la danza è strumento creativo guida.
Cominciamo dal pomeriggio di lunedì presso la Villa Comunale R. Livatino con Guerrilla Dance, una performance con sedici bambine e bambini del territorio, esito del laboratorio condotto da Delfina Stella dal 28 agosto al 1° settembre.
Nell’area della bocciofila, il linoleum è disteso sullo spazio lungo e stretto che ospita anche il sound diretto a vista da Walter Laureti. La danza di Stella convoca subito piccole e piccoli ad abitare la scena e a srotolare un tappeto di carta segnato da numerose linee colorate, tracce di segmenti di danze e corpi. Con l’indice i piccoli performer percorrono il perimetro della loro figura, traiettorie in movimento che si trasformano in danze corali, brevi assoli, giochi dissolti nell’azione coreografica. La musica è una commistione di tracce ed effetti sonori che richiamano la dinamica dei gesti: salti, rimbalzi, cadute. È una visione gioiosa per il significato che mostra chiaramente: un viaggio sul movimento creativo esperito e restituito alla comunità. Il coinvolgimento del pubblico (su Everybody Laughs di David Byrne) e la finale distruzione del tappeto marcano l’aderenza ad alcuni valori chiave della Guerrilla Art: visibile, invisibile, traccia, impermanenza.
A seguire è stato organizzato un breve talk in cui l’autrice ha raccontato del progetto (avviato a Mantova nel 2022 e quest’anno presentato in Bolivia) e condiviso la parola con gli artisti nisseni Calogero Barba e Giuseppina Riggi che hanno parlato di Guerrilla Art e del gruppo Guerrilla Girls, Carmelo Vitellaro founder di Magazzino Culturale a Milena (CL) che ha aderito attivamente all’iniziativa, Massimo Iacuzzo manager di progetti street art e Gina Bellomo rappresentante dell’associazione agrigentina Iard.

A seguire ci spostiamo nella più inusuale delle location, il campo sportivo del paese, sede della squadra di calcio locale. Qui Giuseppe Muscarello e Antonio D’Angelo hanno portato in scena La follia, uno spettacolo omaggio alla musica barocca. È, infatti, sulle note di Arcangelo Corelli, uno dei più importanti compositori e violinisti del passaggio tra Seicento e Settecento, che si sviluppa il duo danzato e parlato.
D’Angelo, munito di archetto, avanza verso il pubblico e prova a parlare senza riuscire a espettorare suoni, cioè proprio a rigurgitarli dal suo petto proteso in avanti. Il suo agire, dichiaratamente simulato, è una pantomima il cui gesto diventa progressivamente una danza che produce suoni muti. Risultano interessanti, infatti, quei versi creati dagli inspiri e dal movimento della bocca intenta a parlare, rumori corporei ritmati che si sovrappongono al lirismo musicale. Il solo di Muscarello che segue è una danza d’improvvisazione fatta di salti, trasmissioni, spirali reiterate e riverenze dissolte nel movimento. Emergono, infatti, segni e atteggiamenti di danze popolari, gli épaulement soprattutto, ingredienti principali del magnetismo del danzatore. Il rientro del “performer senza lingua” segna l’inizio del parlato, un monologo originale sulla follia ispirato a Re Lear che conclude lo spettacolo.
Il lavoro presentato da Muscarello e D’Angelo (una versione breve) esplora il tema della follia e della libertà ad essa connessa. La libertà della danza prima della canonizzazione accademica, la libertà del parlato che da negato esplode e diviene incontinente.
In serata condivisa vediamo anche la creazione di Giulia Spattini e Paolo Rosini di Balletto Civile, Elizabeth I – Sorry for what?, agita all’interno di un ring costruito all’inizio della performance. L’aspetto di chi interpreta è simile e dissonante: lui pantaloni grigi, maglia e cappello nero con visiera, porta un’asciugamano al collo; lei trecce, camicia bianca, pantaloncini argento glitterati e stivali da pugile.
Spattini legge il passo di un romanzo che racconta-confronta lo stesso viaggio avventuroso fatto da una donna e da un uomo. Per la prima si parla (chiaramente) di sesso debole, bandito ed escluso dalla natura. Posato il quaderno e indossato il paradenti, inizia a danzare insieme al suo coach una coreografia dalla struttura semplice, più volte ripetuta in diverse direzioni. È come un ballo di gruppo, tutto saltelli e guizzi di gambe, che si alterna a pause sancite dall’allenatore o dalla campanella tipica del cambio di set.

Per l’intera durata lei è autonoma ma, inseguitrice (o seguita?), controlla, cerca consenso e approvazione – sempre – da lui che riga cinicamente dritto. Uno dei momenti più espressivi è il pas de trois di contact con una sedia, dove la fisicità della atleta-regina risulta imponente seppur esile. Spattini infatti è più alta rispetto al collega che la manovra e la eleva: i due corpi insieme creano una visione ambigua che conclude il tempo dell’allenamento.
Una vita inutile di Luigi Tenco accompagna l’azione successiva. La pugile viene svestita dall’allenatore e abbigliata con manto argenteo, coroncina e scettro di plastica alla Sailor Moon: una creatura improbabile e kitsch.
Anche dopo questo appuntamento è stato organizzato un breve talk per dialogare con Spattini, Rosini, Muscarello e D’Angelo con l’intervento di Roberto Giambrone e la moderazione di Gina Bellomo la quale ha aperto l’incontro con un breve excursus storico sul teatro elisabettiano e il tema della follia.
Il racconto di questa prima giornata termina qui ma, proseguiremo con la restituzione del nostro sguardo sugli spettacoli seguiti nei giorni successivi, dall’anteprima di Land_Scape_Osmosi del Collettivo SicilyMade a Romeo e Giulietta di Roberto Zappalà.
GUERRILLA DANCE
ideazione e danza Delfina Stella
sound design Walter Laureti
con la partecipazione della comunità di Serradifalco
produzione Versiliadanza
progetto realizzato nell’ambito di Performare Festival 2025 – sezione Performare Project Kids
LA FOLLIA
coreografia e danza Giuseppe Muscarello e Antonio D’Angelo
testo originale Antonio D’Angelo
musica Arcangelo Corelli
produzione Muxarte/Pindoc
con il sostegno di MIC Ministero della Cultura, Regione Siciliana Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo
ELIZABETH I SORRY FOR WHAT?
ideazione e regia Giulia Spattini
danzato e creato da Paolo Rosini e Giulia Spattini
disegno sonoro Guido Affini
assistente alla regia Francesco Gabrielli
collaborazione produttiva Balletto Civile, Emilia Romagna Teatro ERT/ Teatro Nazionale
con il sostegno di Drama Teatro, Fuori Luogo Festival Fisiko
spettacolo presentato in collaborazione con DAMSLab, Dipartimento delle Arti – Università di Bologna nell’ambito di CARNE focus di drammaturgia fisica e di Teatro Arcobaleno




