OLINDO RAMPIN | La tragedia voltata in farsa, le acrobazie, i lazzi, i qui pro quo, i trucchi, la clownerie che si scambia i ruoli con la danza e con la musica dal vivo, il mimo e il teatro fisico. Il circo contemporaneo è da sempre gemello del miglior teatro: è interpretazione, idea del mondo, energia drammatica, e la sua storia fa parte a pieno titolo dell’album di famiglia più importante delle arti della scena, dagli zanni della commedia dell’arte italiana al teatro d’avanguardia russo. «I clown non sono naso rosso e scarpe larghe», dice in una battuta Luisa Cuttini, direttrice artistica di Tendenza Clown, festival di circo contemporaneo giunto alla settima edizione. Organizzato da Claps, il Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, Tendenza Clown propone dal 17 al 20 settembre a Milano, al Teatro Franco Parenti, ai Bagni Misteriosi e a CasciNet, un’agenda di appuntamenti con interpreti di rango.

Lisa Madsen, Laia Sales e Jimena Cavalletti

Luisa Cuttini lo ha capito «girando l’Europa e il mondo, dove ogni anno con gran parte dello staff vedo decine di spettacoli». Da questi viaggi «nasce la selezione dei titoli che entrano nel programma del festival per poi proporli al pubblico di Milano». Così cresce la conoscenza e si sperimenta sul campo il fatto che il circo non ha steccati linguistici e di genere. E si rinnova di continuo.

Dramma e clownade, gioco e improvvisazione sono facce della stessa realtà sfuggente e imprevedibile. Così B.O.B.A.S, lo spettacolo che il 17 settembre apre il festival a CasciNet, è un trio di clown donne formato da Lisa Madsen, Laia Sales e Jimena Cavalletti con tromba, eufonio, rullante e piatto, che trasforma una situazione drammatica in una spassosa commedia degli incidenti. Lo spettacolo è firmato da Laia Sales, formata alla scuola barcellonese di Jacques Lecocq, che simboleggia nella sua stessa traiettoria d’artista la ricchezza espressiva del circo, lei che ha cominciato proprio mescolando esperienze di musica, teatro, danza. N’importe quoi  propone invece il circo di un artista di spicco come Leandre Ribera, nutrito di un umorismo poetico ispirato ai film muti, ai mimi, al teatro gestuale e dell’assurdo, aal teatro di strada. Ribera è figlio d’arte cresciuto in una famiglia di burattinai.

Leandre Ribera – foto di Alessandro Ardilla

L’artista catalano Guillem Albà (nella foto di apertura, di David Ruano) mescola teatro visuale, clown, burattini, musica e teatro gestuale. Il suo Ma solitud è un apologo sulle mani, strumento umano per eccellenza, che capace di creare una sequenza storica di oggetti, di forme e di opere sublimi ma anche di atti spregevoli, di iniquità, di gesti violenti e ingiusti. I pupazzi di Albà sono un inno al ritrovamento della verità umana delle mani, alla loro liberazione da dispositivi e device produttori di alienazione e disumanità.

La piscina all’aperto dei Bagni misteriosi è lo scenario perfetto per Surcouf, clownade acquatica che richiama nel titolo un leggendario sottomarino francese della Seconda Guerra mondiale, intitolato a un celebre corsaro dell’Ottocento. Qui però è l’umoristica allusione alla possibilità che non risulti del tutto stabile la zattera su cui si esibiranno i due clown francesi Mickael Le Guen e Benjamin De Matteis.

Mickael Le Guen e Benjamin De Matteis – Foto di Arnaud Ray

Se una mirabolante zattera dondola sulle acque dei Bagni Misteriosi, spesso nella realtà ad oscillare sono le nostre stesse vite. L’incertezza, l’instabilità dell’esistenza umana trovano espressione in Swing, spettacolo di duello acrobatico, comico e grottesco di Kevin Blaser e Faustino Blanchut. Diplomati in teatro fisico all’Accademia Teatro Dimitri, una delle più rilevanti scuole di circo del mondo, i due protagonisti sfidano le leggi della fisica grazie a una tecnica sbalorditiva camuffata dalla goffaggine dei clown contemporanei.

Cresciuto alla scuola di mimo dei maestri di Buenos Aires Roberto Escobar e Igon Lerchundi, Tuga è una star in Cile, dove la parola che definisce l’artista girovago, chi ama il teatro di strada, il teatro ambulante e viaggiante, è callejero. E non c’è dubbio che il termine si addica a Rodolfo Meneses, in arte Tuga, che nella piscina dei Bagni misteriosi  porta Un verano naranja, esplosione di umorismo bianco, cioè di una comicità lieve e benevola, priva di punte sarcastiche. Dopo il debutto a Valparaíso, in Cile, questo spettacolo si è imposto come un apprezzato omaggio all’arte dell’improvvisazione e dell’ immaginazione, capace di dare al gesto tutta la sua nobiltà ed espressività.

Tuga – foto di Omar Garcia

Nella danza moderna l’umorismo ha un potenziale enorme, anche nella sua versione schiettamente comica: nella risata aperta e sonora, non nel risolino trattenuto. La coreografa Silvia Gribaudi ha messo in relazione una comicità di tono grottesco con lo sguardo contemporaneo sul corpo femminile non normato e con il suo impatto sociale. A corpo libero, lo spettacolo che porta in scena al festival Tendenza Clown, fonde e alterna tecniche diverse per parlare di inadeguatezza, di onnipotenza e di accettazione del corpo. Al centro della scrittura di Gribaudi c’è una ribellione del corpo imperfetto.

La danza, il teatro fisico sono tra le abilità che formano quel poli-attore che è il clown. Ecco allora che dalla collaborazione tra coreografi-performer e artisti circensi può nascere qualcosa di interessante. E’ il cammino che hanno intrapreso Silvia Gribaudi e il giocoliere Claudio Cremonesi, da cui è nato Striptease, intreccio di danza circo e parola, variazione poetica, gioco e riflessione sul genere spogliarello, sul significato che ha l’intimità, la vulnerabilità del corpo.

I personaggi creati e interpretati da Gardi Hutter, figura leggendaria della clownerie, combattono invano ma con grande coraggio alla ricerca della felicità. La protagonista di Giovanna d’ArpPo, spettacolo che l’artista svizzera ha portato in scena alla Biennale di Venezia lo scorso giugno e che riporta ora a Milano, dove debuttò nel lontano 1981, è una amabile folle che ambisce all’eroismo, una Don Chisciotte al femminile che combatte  ottenendo effetti tragicomici, di grande forza espressiva.

Gardi Hutter – foto di Adriano Heitmann

Il nonsense, i fraintendimenti, il gioco sono gli ingredienti che rendono coinvolgente il teatro comico circense dei Freackclown, al secolo Alessandro Vallin, Alessandro Palumbi e Stefano Locati. Qui sono alle prese con il tentativo di realizzare un concerto rock, ma il risultato non può che essere quello di perdersi (Lost in Rock è il titolo dello spettacolo) e di trasformare ogni situazione in fonte di gioco: in teatro di pupazzi, in una partita di tennis, o in performance di giocoleria.

Il programma del festival è pubblicato sul sito www.claps.lombardia.it.