RENZO FRANCABANDERA | Ed eccoci come tutti gli anni con il film da B.Motion, la sezione di Operaestate Festival Veneto dedicata ai linguaggi contemporanei, uno dei luoghi privilegiati di osservazione e sperimentazione della scena performativa emergente. A Bassano del Grappa, tra il 22 e il 31 agosto, si sono avvicendati oltre trenta spettacoli che hanno attraversato danza, teatro e performance, proponendo una riflessione diffusa sulla contaminazione dei linguaggi e sul ruolo dello spettatore. Abbiamo approfondito con gli interpreti alcuni dei lavori più significativi, in un video reportage diviso in due parti e di cui proponiamo oggi la prima. In questo video raccontiamo Appunti per il sole di Daniele Albanese, il duetto con Fabio Pronestì e Diego Spiga, sostenuto dalle sonorità di Simon Balestrazzi; Afànisi del collettivo Ctrl+Alt+Canc, che mette al centro il pubblico e ne sollecita risposte dirette, un dispositivo partecipativo in cui l’osservatore diventa co-autore, mettendo in discussione la tradizionale passività della fruizione teatrale. Un approccio trasformativo caratterizza Troisième Nature di Florencia Demestri e Samuel Lefeuvre, in cui i corpi, rivestiti di materiali riflettenti, si offrono come superfici in continua metamorfosi. La dimensione scultorea e visiva invita a uno sguardo contemplativo sul corpo come paesaggio, evidenziando la relazione tra estetica e percezione. Sul versante della ricerca drammaturgica Eloy Cruz Del Prado con Good Job, Good Boy II affronta i temi di memoria e identità attraverso un intreccio di video, parola e movimento. Oltre alle parole di cornice concettuale di una delle due figure della direzione artistica, quella di Michele Mele, abbiamo raccolto anche la voce di Anna Basti, che ha presentato Le classique c’est chic, un’operazione partecipativa sui codici del gesto classico trasportati nello spazio cittadino, per finire con Jacopo Jenna, presenza ormai riconosciuta nella programmazione del festival, con Manifestus.
Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un festival che sceglie la via della pluralità, dell’apertura e dell’ibridazione. L’equilibrio tra introspezione corporea e coinvolgimento dello spettatore, tra forza visiva e tensione drammaturgica, costituisce la cifra più interessante dell’edizione 2025.
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