ENRICO PASTORE | La vie secrète des vieux di Mohamed El Khatib, presentato lo scorso autunno a Romaeuropa, poi quest’anno prima al LAC di Lugano, e ora al Festival delle Colline Torinesi, è uno spettacolo che riconcilia con l’arte del teatro e ha parentele illustri tutte baciate dallo stesso successo di pubblico. Parlo di Kontackthof di Pina Bausch, Re Lear di She She Pop, e il nostrano Romeo e Giulietta di Babilonia Teatri interpretato da Paola Gassmann e Ugo Pagliai.
Tutti questi lavori hanno in comune l’essere stati eseguiti da anziani e di aver saputo trasmettere la grande vitalità ed energia che anima la terza età, senza indulgere in buonismi, favolette, e storielle strappalacrime. Si parla sincero: la vecchiaia ha acciacchi, dolori, a volte menomazioni fisiche e mentali, è contigua alla morte, ma la vita che la anima è forte, anzi è forse più tenace perché più della giovinezza coglie quell’attimo che potrebbe essere l’ultimo.
Ne La vie secrète des vieux la morte la incontriamo subito. Ci avvisano che data l’età avanzata degli interpreti, qualcuno potrebbe morire in scena, e di non preoccuparsi è normale, nel ciclo delle cose. Più avanti, mentre gli anziani ballano, ci “rassicurano” dicendo che i fibrillatori sono ai lati del palcoscenico, pronti e carichi. Uno degli interpreti, Jean Pierre, ci dice apertamente: “è meglio morire sul palcoscenico che in casa di riposo!”. George, un altro attore, è nel frattempo defunto ma è presente in un urna, mentre Annie di 91, anch’essa deceduta, la vediamo in video e come in tutti i classici del thriller ci dice: “se vedete questo video, è perché io non sono più con voi”. La morte strappa risate, ma è ben presente.

Gli interpreti di La vie secrète des vieux ph LAMY

Kantor diceva che il teatro parla sempre della morte, e forse è vero, perché parla della vita, una vita che non sopisce mai i desideri, soprattutto quello di essere amati superando le barriere dell’io, di essere importanti agli occhi di un’altra persona, di essere da questa apprezzati nelle proprie grandezze come nelle inevitabili miserie. E così non si può non scoppiare a ridere di felicità quando Sali ci racconta della figlia, quando le ha chiesto se ancora faceva all’amore, e come questa risponda, seduta sul suo deambulatore, con candore e con gioia del suo amante messicano “muy caliente”.
L’amore non è solo gioioso, assume toni tragici, shakespeariani, ma come in uno specchio dove tutto è rovesciato. È la storia di una coppia anziana i cui figli hanno ostacolato l’amore nato in casa di riposo e di come lei urlasse i suoi sentimenti all’amato sotto il suo balcone, e quando infine le proibirono anche la possibilità di gridare il suo sentimento togliendogli definitivamente il sapore pieno della vita che le faceva dimenticare l’età, dopo colazione, con compostezza, si è tolta la vita. I figli, dice un anziano, tolgono tutto, sono voraci, non solo da giovani.
La vie secrète des vieux è uno spettacolo che sprigiona sentimenti forti: compassione nel senso più proprio della parola, quello di patire insieme gioie e dolori; ammirazione per quella vita esuberante nonostante l’età; rabbia per come la società accantoni troppo in fretta gli anziani considerandoli un peso inutile; speranza, di poter un giorno, sempre meno lontano, di provare altrettanta gioia di vivere.
Certo ne La vie secrète des vieux non ci sono grandi temi filosofici, nemmeno grandi drammi che coinvolgano la Storia con la maiuscola, e ancor meno le tragedie che squassano i nostri tempi. Siamo di fronte alla semplicità della vita e della morte nella quotidiana presenza. E proprio per questo che colpiscono al petto con forza irresistibile, perché li possiamo condividere e comprendere appieno. Non vi è nulla di eccedente l’umana cognizione, non si sconfina mai nel troppo difficile da credere laddove l’animo si ritrae intimorito come un mollusco nella sua conchiglia. Ne La vie secrète des vieux l’animo si apre, respira, piange e ride, si rinfranca e infine si riconcilia. Magari qualcuno ne esce addirittura rinforzato e smette di rimandare a domani quel che può fare proprio adesso.

La vie secrète des vieux di Mohamed El Khatib, Ph LAMY

Lo spettacolo di Mohamed El Khatib ci permette anche di fare un’ultima riflessione. Fare ricerca e incontrare il pubblico non è impossibile. Non lo dimostra solo questo spettacolo, ma anche quelli nominati in testa all’articolo. Concepire ed eseguire uno spettacolo che spontaneamente induca il pubblico a una standing ovation, come è successo ieri sera, non significa svendersi, ma essere capaci di condividere esperienze, emozioni e soprattutto domande senza l’obbligo di fornire risposte, significa soprattutto incontrare gli spettatori su un piano paritario, con umile semplicità e sincerità, senza guardare a premi e riconoscimenti o a quello che va di moda, spinti solo dalla volontà di ragionare insieme sulla vita e sulla morte.

 

LA VIE SECRÉTE DES VIEUX

uno spettacolo di Zirlib
concezione e realizzazione Mohamed El Khatib
con, in ordine di longevità: Annie Boisdenghien, Micheline Boussaingault, Marriecke de Bussac, Chille Deman, Martine Devries, Jean-Pierre Dupuy, Yasmine Hadj Ali, Nicole Jourfier, Salimata Kamaté, Etienne Kretzschmar, Jacqueline Juin, Annette Sadoul, Jean Paul Sidolle
drammaturgia e coordinamento artistico: Camille Nauffray
scenografia e collaborazione artistica: Fred Hocké
Video: Emmanuel Manzano
Suono: Arnaud Léger
direttore di produzione: Gil Paon
Produzione: Zirlib
Coproduzione: Festival d’Automne à Paris, Points communs – Nouvelle scène nationale Cergy-Pontoise-Val d’Oise, Théâtre National Wallonie-Bruxelles, La Comédie de Genève, Théâtre national de Bordeaux en Aqui-taine, Théâtre national de Bretagne (Rennes), Tandem Scène nationale d’Arras-Douai, MC2: Grenoble Scène nationale, La Comédie de Clermont-Ferrand Scène nationale, Théâtre Garonne Scène européenne (Toulouse), Festival d’Avignon, Théâtre du Bois de l’Aune (Aix-en-Provence), Équinoxe Scène nationale de Châteauroux, Théâtre de la Croix-Rousse (Lyon), La Coursive Scène nationale de La Rochelle, Espace 1789 – Saint-Ouen, Théâtre de Saint-Quentin en Yvelines Scène nationale, Le Channel – Scène nationale de Calais.
accoglienza in residenza: Le Mucem – Marseille, CIRCA La Chartreuse

Torino 16 ottobre 2025 | Teatro Astra – Festival delle Colline Torinesi