FEDERICA D’AURIA / PAC LAB*| Stefano Massini ritorna al Teatro Bellini di Napoli dal 21 al 26 ottobre 2025 e travolge il pubblico con Donald – Storia molto più che leggendaria di un Golden Man. Il Golden Man in questione è uno dei personaggi politici più discussi degli ultimi tempi: Donald Trump. Chi è Donald Trump? Questa pare essere la domanda che ha rincorso Massini per ritrovarsi faccia a faccia con la persona, prima, e con il personaggio poi. Quando e da chi, soprattutto, nasce Donald J. Trump? Com’è nato il Golden Man e perché sarebbe proprio l’oro a definirlo? In novanta minuti Stefano Massini ha preso per mano il pubblico del Teatro Bellini di Napoli (che lo ha applaudito ancora e ancora e ancora) e lo ha messo comodamente seduto in poltrona mentre la genesi si snodava rapidamente ma precisamente (con tanto di albero genealogico e date) davanti ai suoi occhi rapiti e attenti.

Ph .Filippo Manzini

Le musiche di Enrico Fink invadono la scena prima ancora del narratore; ad eseguirle: Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi e Gabriele Stoppa, che attraversano il pubblico seminando allegria e jazz per poi approdare sul palco. La scena (Paolo Di Benedetto) sembra fatta di pietra. Massi giganteschi e spigolosi in quattro punti, geometrie fredde di cemento ma perfettamente rettangolari disegnano quello che somiglia allo skyline di una metropoli (simili anche a degli enormi gradoni). Qui si muove la band, qui arriva Stefano Massini, qui arrivano tutti i personaggi (da lui stesso interpretati) che raccontano e abitano la vita di Donald Trump.

È rapida e, allo stesso tempo, lenta al punto da diventare metabolizzabile, la narrazione della sua vita. È stato un Golden Baby, nato da una famiglia semplice e, a quanto pare, discriminata per le sue origini razziali. A scuola colleziona richiami perché truffa i suoi compagni con un abile gioco di numeri, coltivando in sé questo essere affabulatore che cresce a dismisura e a discapito di chi gli viene a tiro. Da Golden Boy a caccia di belle donne, meglio se bionde, Donald Trump diventa presto il Golden Man assetato di potere, soldi e vette altissime da raggiungere. In questo susseguirsi di ritratti borghesi (raccontati anche dai costumi di Elena Bianchini), luci stroboscopiche (Manuel Frenda) che miscelano colori e intensità fino a diventare accecanti, va definendosi sempre in maniera più nitida il contorno (ed il pieno) di un uomo che ha un unico obiettivo: arrivare sempre più in alto, toccare la cima di ogni vetta e ragionare lungo una linea verticale ben definita: quella del potere.

Ph Filippo Manzini

Stefano Massini con Donald-Storia molto più che leggendaria di un Golden Man, fa della narrazione di un’ossessione il suo canovaccio e il personaggio che viene fuori non è soltanto quello che abita la scena televisiva e politica degli ultimi anni. È la storia di un “perché”, di un “cosa c’era prima e cosa è arrivato dopo” applicando però un’incisione netta e definita: niente di ciò che è accaduto a questo bambino legittima l’uomo, ma lo racconta ed è necessario farne conoscenza.

Il desiderio smodato di potere che trapela dal suo più sei in alto e più sei salvo mette in luce il bisogno di un bambino che si è sentito in pericolo per la sua posizione sociale e che ha fatto di tutto per prenderne le distanze. La “verticalità” per Donald di Massini è una linea unica da seguire per non essere divorato, per passare dal perdente al potente perché: “cosa sceglieresti… essere sbranato da Donald o essere protetto da Donald”. Donald, di e con Stefano Massini, è il racconto lucido e spietato del nostro tempo, del limite che varca la soglia dell’illecito, è un abisso di luci e ombre in cui specchiarsi fino a provarne rigetto.

Ph Filippo Manzini

Dopo Lehman Trilogy che gli è valso il Tony Award nel 2022, Mein Kampf e lo straordinario successo de L’interpretazione dei sogni, Stefano Massini rientra in scena e lo fa nel modo in cui gli riesce meglio: sgrammaticare un’esistenza nota fino quasi a renderla comune per riportarla in vita così come ci appare e così come la conosciamo, senza edulcoranti. Porta al centro l’individuo come elemento chiave e narratore della società che lo circonda, fino a fare a brandelli il velo che copre lo specchio e riconoscere un frammento di sé in una pozza che non si desidera attraversare. Entra da solo in scena, Donald J. Trump di Stefano Massini e ne esce alla stessa maniera, quasi a voler sottolineare quel mantra che batte a più riprese: “Solo chi è solo non resta mai solo, Solo chi è solo non perde nessuno”.

 DONALD – STORIA MOLTO PIU’ CHE LEGGENDARIA DI UN GOLDEN MAN

di e con Stefano Massini

scene Paolo di Benedetto

disegno luci Manuel Frenda

costumi Elena Bianchini

musiche Enrico Fink

eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi, Gabriele Stoppa

produzione Fondazione Teatro della Toscana

Teatro Bellini, Napoli | 21 ottobre 2025

*PAC LAB è il progetto ideato da PAC Paneacquaculture, anche in collaborazione con docenti e università italiane, per permettere il completamento e la tutorship formativa di nuovi sguardi critici per la scena contemporanea e i linguaggi dell’arte dal vivo. Il gruppo di lavoro di Pac ne accoglie sul sito gli articoli, seguendone nel tempo la pratica della scrittura critica.