ELENA SCOLARI | In Canzone contro la paura Brunori Sas parla d’amore “perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?”, e nelle canzoni è forse il tema più frequente; meno frequente è che si parli di ciò che impedisce l’amore, soprattutto senza cadere in un barattolo di melassa. Gipo Gurrado lo fa nel suo ultimo spettacolo F*CK – A Modern musical Love, prodotto da Elsinor e che ha appena debuttato al Teatro Fontana di Milano.
C’è molta Milano, in questo lavoro: tutto si svolge sulla banchina e a bordo della metropolitana, nella colonna sonora ci sono i suoni – inconfondibili – della metro di questa città, ci sono i fischi dei freni, il clangore delle porte che si aprono e si chiudono. Come si aprono e si chiudono i rapporti, e così le anime delle persone che li vivono. Come è chiaro dal titolo, si parla (o meglio si canta) anche di sesso, attività non necessariamente legata all’amore ma a cui in metropolitana si pensa spesso: in mezzo a sconosciuti, da soli, chi non ha mai immaginato nudo/a un passeggero, costruendo con la fantasia un breve incontro intimo, magari dimenticato alla fermata successiva?

ph. Marcella Foccardi

È quello che capita agli otto interpreti di F*CK, tutti vestiti in belle varianti di grigio. Siamo nella città della moda che ha appena perso Giorgio Armani e Valentino Garavani e un po’ si sente, nei bei costumi ‘sghembi’ di Marina Conti, abiti-edificio che un po’ ricordano i grattacieli, un po’ l’asfalto, un po’ le architetture destrutturate, c’è un po’ dell’impiegato tipo che corre in ufficio, un po’ dell’eleganza di chi va alla Scala, un po’ della forma informale di una città che lavora. Anche le scene sono di Conti e sono semplici strutture metalliche, composte e ricomposte dagli attori, che costruiscono l’assetto dei vagoni, le sedute delle fermate, “gli appositi sostegni”.

F*CK non è esattamente un musical, cioè non è uno spettacolo in cui, a un certo punto, gli attori cominciano a cantare, spesso interrompendo l’azione, questo è uno spettacolo cantato. Andrea Lietti, Giovanni Longhin, Ilaria Longo, Nicola Lorusso, Roberto Marinelli, Paola Tintinelli, Marco Rizzo, Elena Scalet sono otto personaggi che confidano al pubblico i loro pensieri fatti tra sè e sè, cantando, mentre sono in metropolitana. Agiscono scandendo musicalmente i movimenti (curati da Maja Delak, come le coreografie) e i piccoli fatterelli che avvengono nei pochi minuti, qui dilatati, di un viaggio sotterraneo, “sotto il culo della città”.
L’autore Gipo Gurrado (che firma libretto, testi, musiche, regia) ne parla così: “Per costruire “canzoni d’amore” non volevo assolutamente partire da una celebrazione del sentimento ma dalla semplice e spiazzante constatazione che non disponiamo di noi, siamo troppo stressati, quindi non siamo più in grado di promettere disponibilità e tempo agli altri. Così l’amore è un lusso che crediamo di non poterci più permettere, e se penso che Bianciardi lo descriveva già negli anni Sessanta con “La vita agra” allora realizzo che tutto questo prendersi e lasciarsi, come si fa con i mezzi pubblici, arriva da lontano”.

ph. Marcella Foccardi

La stilizzazione dello stress sta anche nelle coreografie che viaggiano parallele al canto e alla condizione quotidianamente invariata dei personaggi, un coro unico che si inclina seguendo le curve, che si appoggia per non cadere, che si accalca per una frenata improvvisa. Basso, piano elettrico e batteria sono i tre strumenti che costituiscono la colonna sonora, pulita ed essenziale, i suoni sono curati da Stefano Giungato (Indiehub Studio).
La scaletta dei brani compone la drammaturgia del lavoro: si comincia con Lasciare scendere prima di salire in cui i magnifici 8 si presentano annoiati dall’inizio di una nuova settimana, sempre uguale a quelle passate e che li costringerà a stare seduti vicino ad altri annoiati, la cui presenza, insomma, dà fastidio; sognando un vagone libero si passa per Prima io di te, sferzante ironia sul primato continuo, positivo o negativo, minimo o misero, basta che sia “qualunque cosa prima io di te”. E così via tra treni che non partono e contatti che cominciano, umani che si guardano, si osservano nei vetri, giudicano l’abbigliamento altrui. Si amano ma non sanno bene perché (Ti amo ma tu non c’entri niente”),  pensano a come attaccar bottone ma anche a come guadagnarsi una scopata avventurosa.
Una voce fuori campo, agli altoparlanti della metro, è l’unica presenza che irrompe da un luogo invisibile e, più volte, annuncia uno sciopero, ma un’interferenza impedisce di sapere il giorno e l’ora e promette, ridendo di gusto, “i bus sostitutiviii”! L’incubo dei trasporti è l’incubatrice di sogni e desideri dei passeggeri, che cantano le loro discussioni con il fidanzato, le avances immaginate e realizzate, le torbide notti appena trascorse con la sadica voglia di raccontarle al vicino: “se sapesse ‘sto ragazzo che ho di fianco qua, cosa ho fatto ieri sera con sta bocca qui”.

Con F*CK Gurrado chiude la ‘Modern Trilogy’ avviata con Supermarket e Family  tutti progetti sostenuti tramite il progetto Next di Regione Lombardia/Fondazione Cariplo e tutte produzioni di Elsinor Centro di produzione teatrale – e aggiunge alla sua carriera uno spettacolo fuori dall’ordinario, arguto e maturo, lucido nel guardare agli intoppi emotivi che bloccano gli ingranaggi delle relazioni, spiritoso nel descrivere – con la mirabile sintesi dei versi – l’impaccio e la fatica di ‘incontrare’ l’altro.
F*CK è un lavoro d’insieme, dove tutte le figure sul paco sono precise, il gruppo in grigio è omogeneo anche se ognuno degli 8 ha un suo carattere e una sua postura: sono maschere timide, pensose, insoddisfatte, sognatrici, provocatorie, tutte in cerca di vita.

F*CK
A Modern musical Love / musical sull’amore

con Andrea Lietti, Giovanni Longhin, Ilaria Longo, Nicola Lorusso, Roberto Marinelli, Paola Tintinelli, Marco Rizzo, Elena Scalet
Libretto, testi, musiche, regia Gipo Gurrado
Movimenti scenici, coreografie Maja Delak
Scene e costumi Marina Conti
assistenti ai costumi Giorgia Piatta, Simona Venkova
assistente alla scena Simona Venkova
Suono Stefano Giungato (Indiehub Studio)
Produzione Elsinor Centro di produzione teatrale
Spettacolo realizzato con il sostegno di NEXT – Laboratorio delle Idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo

Teatro Fontana, Milano | 22 gennaio 2026