RENZO FRANCABANDERA | Un weekend di particolarissima intensità quello appena trascorso per la rassegna Danza in Rete, in corso a Vicenza con la direzione artistica di Alessandro Bevilacqua per la sezione Off, cui è stata dedicata la giornata del 15 aprile.
Una serie di eventi, performance urbane, coreografie in spazi d’arte e musei della città che continua a proporre da inizio marzo (e con prosecuzione fino a maggio) una serie di coreografi dal tratto innovativo e peculiare.
Il 15 scorso la rassegna ha portato all’attenzione della città quattro creazioni, la prima delle quali, Simbiosi, firmata dall’artista in rete di questa edizione del festival: Roberto Tedesco.

ph Fabio Mattiolo

Il suo duetto è stato presentato negli spazi della quadreria di Palazzo Chiericati, prestigiosa sede museale del capoluogo Veneto che aveva già ospitato nelle edizioni passate alcune azioni per formative e coreografiche.
La coreografia nasce come spin off concettuale di un precedente lavoro per quattro interpreti di più ampie dimensioni realizzato dall’artista, e si concentra sul tema del rapporto simbiotico fra individui, scegliendo di interpretare questa dinamica affidandola a due giovani interpreti: Laila Lovino ed Eloise Listuzzi.

Sono vestiti in tenuta sportiva, con scarpe da ginnastica e leggins, un’immagine dal sapore pop, quotidiano come la relazione umana che portano in scena. Passi affrettati, momenti di avvicinamento fra queste due identità; i quadri si susseguono senza interruzione, confluendo l’uno nell’altro distinti solo dalle cinque tracce musicali per  annodare un rapporto umano che si condensa in prossimità e allontanamenti, con gesti di precisione millimetrica che coinvolgono per nitore e accuratezza, amplificati da sguardi e mimica del volto che a tratti assumono connotati espressionistici.

ph Roberto Di Biasio

Senza che mai venga esplicitata alcuna dinamica violenta, le due portano comunque in scena sia la parte della relazione in cui le due persone si approssimano e finiscono per agire allo stesso modo, sia quel sottile legame di coercizione e sopraffazione che non di rado questo genere di rapporti umani, caratterizzati anche da una certa tossicità, arrivano a determinare. La profondità intensa di questo rapporto, affidato all’interpretazione non semplice delle due giovani, viene colta dal pubblico, disposto a quadrato intorno allo spazio agito dalle performer nel grande ambiente museale: attenti e partecipi, gli spettatori sono rimasti alla fine dello spettacolo all’incontro del coreografo e delle danzatrici con gli spettatori.

Segue di li a poco il secondo evento, Neverstopscrollingbaby del trio Vitamina, composto da Alessandra Ferreri, Matteo Sedda, Joshua Vanhaverbeke, performance (giustamente) vincitrice del bando Danza Urbana XL 2022 Azione del Network Anticorpi XL, proposta in uno spazio pubblico, la Loggia del Capitaniato.
Il gruppo Vitamina è da sempre attratto dall’elemento osceno, verrebbe da dire quasi pornografico, della comunicazione socialmediale, di cui analizza e studia le dinamiche per trasformarle in creazione performativa.

Affidata nell’interpretazione a Sedda, già conosciuto dalla scena italiana per essere stato parte di creazione di diversi coreografi di livello nazionale, l’azione inizia come una sorta di lenta passeggiata sul posto che il danzatore ha cominciato accedendo allo spazio occupato dal pubblico dal fondo della Loggia.
Sedda cammina simulando passi che dovrebbero portarlo in avanti ma che in realtà lo lasciano a lungo pressoché immobile sul posto. Da subito il pubblico viene ingaggiato da uno sguardo ammiccante, in modo profondo e non generico. Si tratta di espliciti legami, affidati al contatto visivo e che con l’andare della creazione diventeranno sempre più intensi e densi.

ph Riccardo Panozzo

Lentamente Sedda comincia a compiere una serie di lenti gesti, di decodifica piuttosto agevole perché si rifanno al codice non verbale e gestuale delle “tribe” urbane e social. Si assiste ad una sorta di blob della comunicazione non verbale, quella delle più giovani generazioni (ma non solo, perchè l’infantilismo social abbraccia ogni età e genere):  quella che è facile ritrovare nei video su TikTok e sugli altri social media; le mani a cuore, la L in fronte fatta con indice e pollice per Loser, qualche parolaccia detta a qualcuno a caso nel pubblico mimata con il linguaggio dei segni, qualche gesto legato alle violenze non verbali delle manifestazioni politiche, ma che si risolvono qui in un nulla di fatto, in conflitti a basso voltaggio. Il sembiante del performer, con un taglio di capelli assai bizzarro e un baffetto dall’aria seduttiva, con la sua fisicità particolare e non schematica, lentamente in crescendo arriva a coinvolgere l’intero uditorio.

Identico per intensità e intenzione di climax e anticlimax è il progredire del tenue ma incessante tappeto sonoro originale e potente, di tratto ascendente e distorto, una partitura fisico-sonora che spazia dalla modalità ludico distaccata a quella coinvolgente, arrivando a sfiorare la nota tragica ed esistenziale in un finale che, fra eros e tanathos, abbraccia davvero la sfera dei rapporti umani. Questo finale, doloroso e tagliente si risolve con un gesto beffardo e fa condensare tutta l’attesa per questa ferinità così ben studiata nell’esplosione di una bolla fatta con un chewing-gum. Un esito grottesco a dalla lettura ambigua per leggerezza e inconsistenza, quasi a voler dire che ormai qualsiasi veemenza, qualsiasi protesta, qualsiasi identità sofferente alla fine non può far altro che soccombere ad un inconsistente esplodere nel nulla.

ph Riccardo Panozzo

La serata è poi proseguita per concludersi al Teatro Astra dove sono andati scena due creazioni di EM + | Emanuele Rosa & Maria Focaraccio, il progetto che unisce le pratiche coreografiche del duo artistico che firma e interpreta i lavori. La collaborazione tra i due è nata da una connessione artistica ma anche da un legame di amicizia. Il duo è stato selezionato dalla direzione artistica in collaborazione con l’artista in rete, una scelta che si è rivelata felice.
Sono stati proposti rispettivamente HOW TO _ just another Boléro un duetto, ispirato al tema musicale del Bolero e alla costrizione ritmica della composizione, e un trio in cui Armando Rossi si affianca ai due artisti, per lavorare alla perturbazione della dinamica duale con l’inserimento di una terza figura.

Entrambe le creazioni sono di particolarissima ed evocativa potenza. Il primo aprirsi del sipario vede due corpi di schiena sdraiati su un asciugamano in una visione iper realistica ed estiva, simile al Sun and Sea del collettivo lituano che ha di recente vinto il Leone d’oro a Venezia. Gli artisti sono in costume da bagno, color rosa shocking, sdraiati in parte avvinghiati. Tutta la prima parte del movimento è giocata sull’intreccio, che trasforma i corpi in forme quasi astratte e metafisiche, capaci di evocare forme viventi autonome, libere nella loro animalità che trascende quasi la forma umana.

ph Roberto De Biasio

Sebbene il lavoro sia nato alla fine delle drammatiche restrizioni pandemiche quasi come un tentativo di ridefinire il concetto di prossimità dentro la costrizione, simboleggiata dallo schema ritmico ripetitivo e ingabbiante del celebre brano di Ravel, la coreografia risulta ironica e avvincente, spiazzante per la capacità di creare un gomitolo corporeo fra le due fisicità così diverse e distanti del corpulento danzatore e della più minuta danzatrice. Un groviglio inestricabile a volte, che proprio nel momento del girarsi dei corpi supini trova un cambio drammaturgico in cui le due essenze fisiche, da astratte che erano, diventano identitarie, sviluppando una drammaturgia di tono più leggibile e tradizionale sul rapporto a due. Divertente e intrigante la composizione, mirabile la prima parte in particolare, proprio per la sua visionarietà non scontata che ci ha ricordato alcune creazioni di Xavier Le Roy.

Il tema del groviglio umano in qualche modo torna anche nella seconda creazione, il terzetto All you need is che, prendendo spunto dai passi dei balli tradizionali più diffusi, gioca sulle relazioni triadiche, sui sentimenti e le logiche che la presenza di una terza persona introduce nelle dinamiche duali, disturbante a volte, ma non di rado foriera di stimoli e sviluppi concettuali e relazionali inaspettati. Anche qui la parte più interessante e originale sta proprio nella combinazione dei corpi che si intrecciano, che portano alla memoria quasi il celebre quadro di Matisse ispirato alla Danza con le figure arancioni su sfondo blu che si tengono per mano e paiono intrecciarsi, anzi realizzando quell’intreccio che nel quadro non avviene.

ph Roberto De Biasio

Si rafforza anche in questa seconda coreografia l’idea di un tessuto connettivo creativo di consistente robustezza, capace di sviluppare e tessere trame complesse restando lieve e ironico. Ogni movimento è studiato ma viene proposto con giocosa naturalezza, come se davvero potesse essere fatto da chiunque. È come se Rosa e Focaraccio provassero a raccontare quella imbranata componente che alberga dentro ciascuno, quella che di solito ci si vergogna di mostrare, la parte fragile che in occasione della grande cena formale vorrebbe scomparire e passare inosservata e invece, proprio al momento del brindisi iniziale, fa rovesciare sul tavolo il bicchiere pieno di vino rosso, macchiando la tovaglia bianca e calamitando tutta l’attenzione.
Queste creazioni raccontano proprio quella scompostezza, quella postura che vorrebbe rimanere identità trasparente, che non vorremmo raccontare. Qui invece il gesto goffo viene impastato dentro una giocosa e catartica naturalezza, che ha come scopo profondo quello di includere, di permettere l’accesso al codice allo spettatore, un codice che comunque resta sotterraneamente complesso e studiato. Si tratta di due lavori ben fatti, che meritano di circuitare.


SIMBIOSI

coreografia Roberto Tedesco
interpreti Laila Lovino e Eloise Listuzzi
musica Rival Consoles, Senking, Pan-American, Raime
in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza – Festival Danza in Rete, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara – Festival di Danza Contemporanea, Scenario Pubblico Centro di Rilevante Interesse Nazionale
con il sostegno di supportER, azione di Anticorpi – rete di rassegne, festival e residenze creative dell’Emilia Romagna
produzione KLM-Kinkaleri/Le supplici/mk 

NEVERSTOPSCROLLINGBABY

concept e coreografia Alessandra Ferreri, Matteo Sedda, Joshua Vanhaverbeke
coordinazione artistica Alessandra Ferreri
performance Matteo Sedda
creazione suono e luci Joshua Vanhaverbeke
produzione Fuorimargine Centro di Produzione
coproduzioni La Balsamine (Bruxelles), KVS (Brussels), Théâtre de Vanves (Paris)
con il sostegno di Atelier de Paris (FR) ; CWB/P, Paris; Institut Culturel Italien de Paris; micadanses, Paris; Montévidéo, Marseille; SCÈNE44. n + n corsino, Marseille; CC Bruegel, Bruxelles; ON_OFF_SPACE powered by DE SINGEL; Le Grand Studio, Bruxelles; LookIN’OUT, Bruxelles; Petit théâtre Mercelis, Ixelles; SUITCASE d’Artist Project/ Iles asbl, Bruxelles; Théâtre Marni, Bruxelles; WBTD; Anticorpi XL/ Danza Urbana; Danza Sassari Danza; S’ALA produzione, Sassari; Sardegna Teatro; PACT Zollverein; Amsterdam Fringe Festival

HOW TO_just another Boléro

concept, coreografia, performance Emanuele Rosa e Maria Focaraccio
costumi Emanuele Rosa & Maria Focaraccio
luci Michele Piazzi
supporto drammaturgico Carlotta Jarchow
con il supporto di Morphine Raum, Berlin, C&C Company / Carlo Massari, Bologna creazione selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore 2021 – azione del Network Anticorpi XL
progetto vincitore di Call from the Aisle 2021, sostenuto da CURA Centro Umbro Residenze Artistiche, Corsia Of – Centro di Creazione Contemporanea, Micro Macro Terra Marique

ALL YOU NEED IS

concept & coreografia Emanuele Rosa e Maria Focaraccio
performance Emanuele Rosa, Maria Focaraccio, Armando Rossi
musica David Gold & Gordon Rees, John Surman, Bee Gees
coproduzione C&C Company e S’ALA / spazio per artist+
con il sostegno di Twain_Centro di Produzione Danza, PERIFERIE ARTISTICHE_Centro di Residenza del Lazio, KOMM TANZ / Passo Nord, CURA – Centro Umbro Residenze Artistiche, Corsia Of – Centro di Creazione Contemporanea, Micro Teatro Terra Marique