img-news-cosi-sara-01-284x300.jpgRENZO FRANCABANDERA | Forse il più grande cantiere per la gioventù mai avviato finora in una regione, con Bologna a fare da faro di un progetto socio-culturale incentrato sulla generazione futura. È con questo spirito che è nato Così sarà! La città che vogliamo, realizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, cofinanziato dall’Unione Europea – Fondo Sociale Europeo, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020, promosso da Comune di Bologna. L’avvio si è avuto giovedì 28 novembre 2019 con una ricca giornata inaugurale, il primo atto di un processo che accompagnerà ragazzi e ragazze di Bologna nell’ideazione e nella fondazione di una nuova città ideale. A partire da Città ideali, città ideate, a cura di Emilia Romagna Teatro Fondazione, è stato pensato un viaggio didattico esperienziale sul concetto di “città ideale”, passando attraverso opere pittoriche e letterarie, una lezione spettacolo scritta da Davide Carnevali per arrivare poi a Luci della città, in cui gli spazi del teatro si sono animati da letture a tema tratte dalle pagine della grande letteratura mondiale.

In serata poi, nella grande Sala Leo de Berardinis è stato presentato Politico Poetico, nuovo progetto artistico e di cittadinanza attiva del Teatro dell’Argine, rivolto ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 20 anni del territorio bolognese, l’occasione per ascoltare la voce delle nuove generazioni su temi cruciali come ambiente, lavoro ed economia, disuguaglianze, città e comunità, pace e giustizia. Partner di progetto sono Fondazione per l’Innovazione Urbana, Fondazione Unipolis, Impronta Etica.

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La Compagnia Teatro dell’Argine non è nuova a questo genere di operazioni: nata negli anni Novanta con un progetto culturale e artistico rivolto a tutta la comunità, ha da sempre promosso non solo la produzione di spettacoli, ma anche formazione del pubblico, didattica teatrale, ideazione e gestione di spazi artistici e sociali, collaborazioni con compagnie, teatri, università, fino a carceri, ospedali, centri d’accoglienza in Italia, Europa ma anche oltre, fino a Turchia, Senegal, Tunisia, Marocco, Palestina, Bolivia, Brasile, diventando un punto di riferimento in campo nazionale e internazionale non solo sul piano artistico (premio della Critica 2006, premio Hystrio alla drammaturgia 2009, premio speciale Ubu 2011, premio Camillo Grandi 2012, premio della Critica 2015, premio Nico Garrone 2015, premio Ubu 2015, Premio della Critica 2017, Eolo Award 2018), ma anche nell’ideazione e realizzazione di progetti in cui il teatro si mette a disposizione di contesti interculturali, sociali, educativi e pedagogici.

E da questo genere di prospettiva di azione politico culturale nasce Politico Poetico, articolato in due azioni che si svilupperanno fino a giugno 2020: Il Parlamento, un laboratorio di cittadinanza attiva organizzato in decine di tavoli tematici, con migliaia di ore di laboratori, conferenze, serate pubbliche, speakers’ corners, sui temi dell’Agenda 2030, e Il Labirinto, uno spettacolo immersivo ed esperienziale che proverà a comprendere e dare voce a un’altra adolescenza, quella che nelle nostre città è più fragile e nascosta.
77060825_134467997972219_100639914198040576_o.jpgLa serata di presentazione del progetto è stato un trionfo. Diverse centinaia di ragazzi, nessun cellulare in giro, interventi brevi e appuntiti di ospiti capaci di cercare e trovare un linguaggio diretto, tra cui PIF (autore e conduttore televisivo), Igiaba Scego (scrittrice e giornalista), Luigi Ferrata (Segretariato ASviS), Edoardo Zanchini (Vicepresidente Nazionale Legambiente), Marco Frey (Presidente Fondazione Global Compact Italia), Pietro Ceciarini (esperto di startup e innovazione sociale), Ilda Curti (progettista sociale), Annamaria Fantauzzi (antropologa), Sara Pennellini (ingegnera per l’ambiente e il territorio), Elisa Petrini (Impronta Etica). I giovani a presentare, totalmente padroni della possibilità di organizzare e indirizzare. Un grandissimo successo per gli organizzatori, che lascia davvero una grande sensazione di speranza e vitalità, in un territorio comunque abituato a una sorta di rete, invisibile ma presente di realtà della città o che con la città dialogano, che portano proposte, che si pongono in co-progettazione, in posizione di confronto.

Basta spostarsi dalla cerchia a sud Est della città, dalla San Lazzaro del Teatro dell’Argine, verso la parte sud ovest, a Casalecchio di Reno, per arrivare ad un’altra delle realtà più attive e interessanti nel territorio per la progettazione con e per i giovani, il Teatro Laura Betti, con il suo progetto pilota Generazioni a Teatro (G. a T.) tra diverse scuole superiori dell’area metropolitana di Bologna e il teatro, sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

G. a T.  riunisce operatori culturali, artisti, docenti e amministratori del territorio con l’obiettivo di offrire agli adolescenti – spesso dimenticati dall’offerta culturale e vittime di grandi fragilità – strumenti, momenti e opportunità di condivisione e di crescita, attraverso una proposta articolata su diversi livelli: laboratori, incontri, fruizione di spettacoli, alternanza scuola lavoro, al fine di sollecitare le giovani generazioni come spettatori e autori e permettergli di vivere il teatro come spazio plurale e multiforme.

I valori chiave ricercati in questa esperienza sono: la  replicabilità, la creazione di una comunità di adolescenti, il coinvolgimento attivo di tutte le parti in causa, la rete territoriale, la stabilità e la progettualità di lungo corso, la qualità artistica delle produzioni e l’inclusività. Dopo un solo anno di vita del progetto, nella sola Stagione 2018/19 oltre 3.700 adolescenti hanno frequentato il Teatro Laura Betti in qualità di spettatori, attori, autori o semplicemente di ragazzi che si incontrano in un luogo divenuto abituale. Perni e soggetti del dialogo con il teatro sul fronte scolastico attraverso i diversi laboratori dell’ITCS Salvemini, sono il professor Massimiliano Briarava e la professoressa Maria Ghiddi, che coordinano e dirigono azioni formative specifiche frequentate da più di cento studenti, e che poi prendono parte a incontri e visioni con altri artisti, tra cui Alessandro Berti e gli artisti ospiti della Stagione del Laura Betti.
Ma non è solo la funzione dello spettatore ad essere attivata. Da questo percorso è nato anche Bluebird. Una lezione sulla bellezza, uno spettacolo-esperimento di avvicinamento e descrizione: una sfida a comprendere qualcosa di molto lontano, come può esserlo un film muto del 1918.

L’idea, che nasce forse ispirata anche da quel tipo di proposte che soggetti come la Cineteca di Bologna da anni propongono alla città, con il recupero dei film muti di inizio Novecento, accompagnati da orchestre e interventi artistici, coinvolge i giovani interpreti in un dialogo multimediale serrato e profondo con questo straordinario reperto dell’arte cinematografica, firmato da Maurice Tourneur e tratto dall’omonima fiaba di Maeterlinck, premio Nobel 1911 per la letteratura. La trama è quella delle vicende di due bambini, Tyltyl e Mytyl cui viene affidato dalla fata Berylune il compito di trovare il favoloso uccellino azzurro, capace di dare la felicità a chi lo incontri. Da lì parte un incredibile viaggio in un mondo fantastico, dove ritroveranno i propri nonni e fratellini morti, viaggio che permetterà loro di conoscere i bambini del futuro, e soprattutto di scoprire come ogni cosa animata o inanimata, abbia un’anima e un’interiorità, che può essere vista da chi è capace di esercitare lo sguardo in questa direzione. E qui torna l’impegno pedagogico alla base dell’operazione, di avvicinarsi tutti insieme, con una descrizione corale, con un  riconoscimento dell’umanità come speranza ad un ideale antico, la kalokagathìa, la bellezza come sinonimo anche di giustizia.
bluebird-890x500.jpgEfficaci narratori di questa sorta di “doppiaggio crossmediale interpretato” sono trentadue studenti dell’ITCS Salvemini, tredici giovani musicisti provenienti dal Liceo Da Vinci, Liceo Laura Bassi e IIS Aldini-Valeriani, in un progetto che vede la direzione di Massimiliano Briarava, e il coordinamento di Maria Ghiddi e Cira Santoro. Dopo il laboratorio musicale con Davide Fasulo e Arianna Rinaldi, maestra del coro, e grazie alla  documentazione sviluppata con il supporto di BAM! Strategie culturali e al lab di informatica nell’ambito di un PON dell’Istituto Belluzzi, i ragazzi sono arrivati a questa creazione finale.
Lo spettacolo è bello di suo, funziona, è una proposta finanche innovativa, che potrebbe stare in moltissime stagioni di teatro per i giovani, proprio a dimostrazione di dove si possa spingere la creatività quando funziona il dialogo profondo fra le competenze e le intelligenze dei territori, quando si converge in modo funzionale e utile.
Nato dalle attività di scrittura drammaturgica, recitazione, videomaking, canto corale, musica e danza. Bluebird non è il solo esito di queste attività. Altro risultato di questo metodo di lavoro interessantissimo è La Classe. Recita scolastica, andato in scena a Milano lo scorso settembre, e che sarà riproposto nella stagione di teatro per le scuole del circuito regionale, nel marzo 2020. Un bel fare, non c’è che dire: una attività che con questa qualità e forza è rara da vedere in Italia. L’insieme di Tutta l’esperienza è raccontata su www.generazioniateatro.it.

Per chi poi volesse conoscere il film originale, il primo peraltro nella storia del cinema a contenere la dissolvenza incrociata, ve ne favoriamo di seguito il link.

 

 

POLITICO POETICO

Un progetto di Teatro dell’Argine

Partner Fondazione per l’Innovazione Urbana, Fondazione Unipolis, Impronta Etica
in collaborazione con Alma Goals, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ATER circuito regionale dell’Emilia Romagna/Teatro Comunale Laura Betti, Dipartimento Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali e Dipartimento Scienze dell’Educazione Giovanni Maria Bertin – Università di Bologna
con il patrocinio di Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena
collaborazioni scientifiche e help desk Cassero LGBTI Center, CDH – Centro Documentazione Handicap di
Bologna, Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna Onlus, Servizio Dipendenze Patologiche
con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Unipolis, Legacoop Bologna, MIBACT Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Regione Emilia-Romagna


BLUEBIRD. 
Una lezione sulla bellezza

un progetto di ITCS Salvemini – Casalecchio di Reno

dalla fiaba di Maurice Maeterlinck (1908)
dal film di Maurice Tourner (1918)
diretto da Massimiliano Briarava
coordinamento di Maria Ghiddi e Cira Santoro
laboratorio musicale con Davide Fasulo
maestra del coro Arianna Rinaldi
progetto realizzato in collaborazione con ATER/TeatroComunale Laura Betti
con il contributo di
Fondazione del Monte
MIUR – Piano triennale delle arti

 

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