ROBERTA RESMINI| Carnate, martedì 31 agosto 2021, ore 21. Sul palco, dopo i saluti istituzionali, Luca Occelli inizia la lettura di alcune pagine da Taccuino di un vecchio sporcaccione, la raccolta di pezzi scritti negli anni Sessanta da Charles Bukowski.
A far da cornice al reading non è un teatro, una biblioteca, una libreria o qualsiasi altro luogo abitualmente consacrato ai libri e al loro racconto: i personaggi di Porcherie prendono vita su un palco allestito nel Parco di Villa Banfi, in occasione di un Festival ormai giunto alla XXIV edizione: fin dai suoi albori, L’ultima luna d’estate utilizza luoghi non usuali a fini artistici come base per i propri eventi. E ogni volta con grande entusiasmo da parte del pubblico.
Taccuino di un vecchio sporcaccione non ha una vera e propria trama, è una raccolta di pensieri e spaccati di vita in cui Bukowski, con il suo stile onesto e disincantato, racconta di ultimi e disadattati.
Luca Occelli della Compagnia Santibriganti di Torino riesce nell’intento di creare uno spettacolo godibile e toccante, portando in scena quattro situazioni: una giornata alle corse di cavalli; un papà alcolizzato e la sua bimba; un disperato allo sbando, alla ricerca di una sistemazione in una gelida notte newyorkese; un dialogo con la Giustizia suprema. Quattro situazioni per quattro racconti, in bilico tra il sudiciume e l’alcool, il sesso e lo squallore, la tenerezza e la disperazione. Pochi gli elementi in scena: un water su cui siede per la maggior parte del tempo, un rotolo di carta igienica, un libro, tante lattine di birra, le sigarette e l’accendino. È uno spazio di esecuzione minimo, notturno, silenzioso. Utilizzando l’espediente del monologo e del dialogo, raddoppiandosi con voci registrate fuori campo, Occelli/Hank racconta senza illusioni e ipocrisie di vite alla deriva, dominate da giornate sempre uguali tra fiumi di alcol scadente e sesso volgare. A segnare il cambio di situazione alcuni frammenti musicali delle Variazioni Goldberg di J.S.Bach e l’utilizzo delle luci blu.

Si sente con forza che l’attore si immedesima per 55 minuti – questo il tempo dello spettacolo – con i personaggi che interpreta, portandoli con tutta la loro essenza sulla scena. Complice il suo aspetto trasandato – barba leggermente incolta, blue jeans sformati, felpa con sotto una T-Shirt (con la scritta I love Barolo) e scarpe vecchie, riesce a raccontare senza patetismo ma con onestà e verità la vita degli umili, lasciando anche spazio all’ironia, in un lavoro scorrevole e coinvolgente che si guadagna l’approvazione del pubblico.

Tutt’altro scenario per Passeggiata con Otello, lo spettacolo di sabato 4 settembre, nell’adattamento della tragedia di Shakespeare curato da Andrea De Manincor.
Sono le 18.30 e il sole splende ancora nel cielo del piccolo paesino della Brianza. Il Museo della Tradizione Contadina di Bulciago si trasforma idealmente nella residenza del Doge di Venezia, padre di Desdemona, colei che diventerà la moglie di Otello. La vicenda poi è nota: ruota attorno alla gelosia di Otello, fiero condottiero militare della Repubblica di Venezia, per l’amata Desdemona, che, a causa delle insinuazioni dell’invidioso Iago, viene sospettata di avere una relazione con Cassio, luogotenente di Otello. Si concentra così sui tormenti interiori e sui processi psicologici di Otello, che sfociano in fraintendimenti e incomprensioni con Desdemona.
A presentarci lo spettacolo il Direttore artistico del Festival, Luca Radaelli, poi in men che non si dica ecco comparire “in scena” (o meglio, sullo spiazzo antistante il Museo) Solimano Pontarollo: in calzamaglia e pantaloncini beige, camicia a maniche lunghe con sopra un gilet e calzari dell’epoca (i costumi sono a cura di Angela Giulia Toso), unico attore per uno spettacolo con tanti personaggi. Poche battute e la scena si sposta da Venezia a Cipro: il pubblico, attraversando la strada come fosse il mar Mediterraneo, spostandosi verso la piazza prima e sostando davanti ai cancelli della bella Villa Taverna Ricciardi poi, giunge a Famagosta, dove diventa testimone della vicenda che vede coinvolto Cassio e dove assiste, impotente, al divenire realtà del piano di vendetta di Iago… ma anche a quello di Otello. Perché il focus si sposta dall’odio di Iago per Otello a quello di Otello per Desdemona e la frase emblematica di Iago, “Io non sono quello che sono” pare appartenere anche a Otello. “L’idea nasce dalla dualità del vissuto dei protagonisti. Tanto che, scambiandosi i ruoli, forse avrebbero avuto lo stesso percorso”, si legge sulla presentazione dello spettacolo. Davvero centrata la scelta di riunire i due personaggi nello stesso interprete e potente la scelta di dipingere il volto per metà di nero, quasi a rendere ancora più forte il legame tra i due, l’esistere dell’uno, Iago, in funzione dell’altro, Otello: manifestare il doppio che alberga in noi, il bene e il male, lo specchio amplificato del nostro sé.
Con un ulteriore elemento: il pubblico, che segue il percorso, affronta passo passo la discesa nell’abisso allucinatorio creato e subìto, voluto e creduto, giocato e pagato. Senza filtro alcuno. Fino alla fine. Fino all’omicidio-suicidio che si consuma davanti alle porte aperte della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano (l’unico edificio, tra quelli attraversati nella passeggiata, di epoca contemporanea a Shakespeare) e che regala un effetto eco alla voce di Pontarollo assai forte e che dona drammaticità al momento dell’epilogo.
Uno spettacolo ben riuscito, emozionante, intimo, coinvolgente, tremendamente seicentesco eppure potentemente attuale. Una serata che si merita il 10 e lode, grazie a Solimano Pontarollo, per l’interpretazione, e a Teatro Invito per avercelo proposto. Grazie, arrivederci all’anno prossimo!

PORCHERIE
Pagine da Taccuino di un vecchio sporcaccione di Charles Bukowski
di e con Luca Occelli
produzione Santibriganti Teatro

Carnate, 31 agosto 2021

PASSEGGIATA CON OTELLO
Casa Shakespeare
adattamento testo Andrea De Manincor
diretto e interpretato da Solimano Pontarollo
costumi Angela Giulia Toso
stoffe Rubelli, Venezia
calzature Atelier Nicolao, Venezia

Bulciago, 4 settembre 2021

L’ULTIMA LUNA D’ESTATE
26 AGOSTO-5 SETTEMBRE 2021