CHIARA AMATO | Nella splendida cornice del Complesso Museale di Donnaregina a Napoli, la Compagnia Ludovica Rambelli Teatro mette in scena ormai da anni i tableaux vivants di Caravaggio. Da quest’anno, dopo permanente residenza artistica della compagnia nella chiesa, nasce l’idea di far rivivere anche i quadri di Artemisia  Gentileschi. La pittrice di scuola caravaggesca, tra il Cinquecento e Seicento, si dedicò assai precocemente all’attività pittorica, influenzata in maniera molto forte dall’episodio del suo tragico stupro, avvenuta in giovane età.
La compagnia ha avuto la possibilità di poter studiare, quasi quotidianamente, i quadri originali della pittrice, esposti al museo sovrastante la chiesa. Infatti è possibile in seguito allo spettacolo, della durata di circa trenta minuti, ammirare le opere di riferimento.
I tableaux vivants rappresentano una forma d’arte che trasporta lo spettatore in un mondo fantastico, dove l’arte pittorica e quella teatrale si sovrappongono lentamente, fino a coincidere in maniera quasi perfetta; e trovano nel panorama teatrale napoletano fertile attenzione anche da parte di altre compagnie.

Tornando all’esperienza artistica di cui si approfondisce in questo caso, invece, quattro attori (Chiara Kija, Elena Fattorusso, Fiorenzo  Madonna,  Antonio  Stoccuto), sotto la regia di Dora De Maio, appaiono, sulla scena spoglia, vestiti di nero, avendo sullo sfondo l’altare della chiesa. Sembrano atleti pronti alla performance; i costumi cambiano poi di volta in volta, componendosi attraverso l’unione di lacci e pezzi di stoffa diversi. Infatti nelle opere della Gentileschi è molto importante e evidente l’attenzione che la sua pittura ha nei confronti dei tessuti: vengono delineati precisamente dalle pennellate, tanto da sembrare vivi nella resa finale e nettamente distinguibili nella texture.
Si assiste durante la performance a tutto il processo di cambi d’abito, arredo e posizioni fino alla stasi della rappresentazione della singola opera della pittrice.
Gli attori stessi diventano, in alcune situazioni, degli elementi d’arredo, ricoprendosi di stoffe e diventando una volta letto una volta punto d’appoggio per gli altri interpreti. Compensano, così, i pochi oggetti d’arredo presenti in scena: un piccolo comodino, un teschio, una spada, una corona, una candela, che volta per volta vengono posizionati ad hoc.

Quello che crea realmente il quadro finale è la capacità degli attori di entrare nelle opere, fissandone le pose, l’intensità, l’immobilità di un’immagine che deve trasmettere in maniera muta, un dialogo di sentimenti ed emozioni.
Questo percorso di metamorfosi continua, di personaggi e scene rappresentate, viene accompagnato da musica classica in sottofondo, estremamente evocativa.
Le scene selezionate si concentrano per lo più sulle decollazioni e sui ritratti di Giuditta, temi molto cari alla Gentileschi.
L’unico elemento luce è rappresentato da due faretti posti lateralmente, nel buio della chiesa, per riprodurre quel gioco di luci e soprattutto di ombre e tinte scure, tipiche della scuola caravaggesca.

La regia della Rambelli, per Caravaggio, e della De Maio, per la Gentileschi, conservano un fil rouge nella tecnica del cambio a vista, che rende partecipe lo spettatore nel cogliere il percorso di arrivo alla creazione del quadro vivente. Si assiste all’armonia dei movimenti che ha portato alla composizione del quadro, cogliendone lo studio da parte degli attori. La regia è puntuale nella riproduzione dei singoli dettagli dei dipinti e attenta all’emozione trasmessa dall’artista seicentesca.
Lo spettacolo ha previsto due sole date estive (18 giugno e 2 luglio) per un totale di quattro riproduzioni, per poi continuare in autunno ad alternarsi con i tableaux vivants caravaggeschi, rimarcando il legame che esiste fra leestetiche affini dei due artisti.


TABLEAUX VIVANTS DA ARTEMISIA GENTILESCHI

regia Dora De Maio
scenografia Andrea Fersula
interpreti Chiara Kija, Elena Fattorusso, Fiorenzo  Madonna,  Antonio  Stoccuto
Elenco quadri:
Annunciazione, Napoli, Museo di Capodimonte
Minerva, Firenze, Galleria degli Uffizi
Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne, Terni, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni
Maddalena penitente, Firenze, Galleria Palatina
Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne, Napoli, Museo di Capodimonte
Orazio Gentileschi, Davide con la testa di Golia
Corisca e il satiro, Collezione privata
Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne, Firenze Galleria Palatina
Cleopatra, Ferrara, Fondazione Cavallini-Sgarbi
Giaele e Sisara, Budapest, Szepmuveszeti Muzeum
Giuditta che decapita Oloferne, Milano, Galleria Arcivescovile

Complesso Museale Donnaregina, Napoli, 18 Giugno 2023