Disegno di Renzo Francabandera

ANTONIO CRETELLA | Le rassicurazioni più o meno autorevoli arrivano da ogni parte: il fascismo è morto e sepolto e non tornerà. Agitarne il fantasma è solo un tentativo di delegittimazione delle più che valide istanze delle destre. D’altro canto, in Italia, vi sono non una, ma ben due leggi che impediscono la rinascita di un partito fascista, filofascista, o anche solo vagamente ispirato agli stessi principi antidemocratici e anticostituzionali che ne contraddistinguono l’ideologia. Possiamo dunque dormire sonni più che tranquilli. Come dite? Il saluto romano di alcuni esponenti politici nazionali e locali in occasioni istituzionali? Rievocazione storica ovviamente. Come? Gli striscioni che inneggiano a Mussolini? Sempre rievocazione storica, un fatto di cultura, a puro titolo didattico e divulgativo, una sorta di documentario live action, come i tanti che vanno in onda su RaiTre. Le profanazioni di tombe e monumenti ebraici o della Resistenza? Sempre rievocazioni storiche, forse un filino troppo dettagliate, questo è vero. Gli assalti squadristi e le ronde di vigilanza (illegali) per la legalità? È metodo Stanislavskji, in modo da rendere la rievocazione emotivamente più efficace e catartica come una rappresentazione teatrale dell’antica Grecia. Tanto efficace che si comincia ad avere vera paura di fronte all’estremo realismo di questa finzione.

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