GIORGIA NIESI ǀ Residenze digitali: un festival online nato nel 2020 per cui vengono selezionati sette progetti nati direttamente in ambito digitale o che in esso trovino una nuova modalità di espressione. Le proposte vengono selezionate da 30 operatori attraverso un bando annuale, gli artisti  sono sostenuti e guidati attraverso un percorso di tutoraggio del loro lavoro, della durata di 7 mesi, da parte di esperte in creazione digitale: Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, in collaborazione con Centro di Residenza della Toscana. I progetti mirano a sfruttare ed esplorare lo spazio digitale come nuovo linguaggio tramite cui si può declinare l’esperienza teatrale, con modalità interattive che coinvolgano lo spettatore online.

Jan Voxel, Olga legge i Critters

Tra questi sette Olga legge i Critters del gruppo Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi) che sviluppa i propri progetti esplorando la videoarte, la grafica generativa e l’algorithm-art. Vedono il mondo come un flusso che scorre e si trasforma, un moderno panta rei. Il progetto che hanno proposto è proprio il riassunto del loro pensiero: Olga legge i Critters è in realtà un estratto di un lavoro più ampio, The Critters room, di analisi al microscopio delle polveri sottili con cui hanno creato una scultura digitale di vetrini. Il loro spettacolo prende le mosse dal pensiero della filosofa statunitense Donna Haraway e dal suo libro Staying With The Trouble Making Kin in the Chthulucene. I “Critters” sono le creature, viventi e non viventi, con cui l’uomo è costretto a entrare in relazione nell’era dello Chthulucene: cioè l’era di degrado in cui non si può più sottrarre alla terra le sue forze, ma si deve convivere con le conseguenze delle proprie azioni.

I Jan Voxel con questa rappresentazione teatrale in podcast – ascoltabile ma visibile solamente attraverso la galleria dei vetrini messa a disposizione sul loro sito – hanno reso evidente ciò che normalmente è invisibile: l’aria. Il filo rosso che conduce lo spettacolo è l’immaginazione, ossia «il motore che guida l’uomo», così definita da una delle voci narranti. Lo spettatore stesso è chiamato a mettersi in gioco con la sua fantasia, tentando di trovare le forme descritte dagli intervistati nei vetrini, come: la pioggia, un grande naso, una festa di chicchi di caffè e una spiaggia bagnata dal mare. Stupefacente ascoltare le persone concentrarsi nel raccontare ciò che vedevano, come se fosse un gioco o come se stessero facendo il test delle macchie di Rorschanch. Solo una donna si è soffermata sulla paura, paura di ciò che la circonda e non è sotto il suo diretto controllo, paura che quelle polveri killer potessero costituire un pericolo per lei. Il resto degli intervistati non ha prestato attenzione alle insidie nascoste che le polveri sottili costituiscono per l’uomo ogni giorno se inalate. A fine spettacolo sorge spontanea una domanda: impareremo a convivere con le conseguenze delle nostre azioni o vivremo semplicemente ignorandole?

fuse*- Sal ǀ Rite

Guardare e vivere una seduta di meditazione comodamente da casa propria: sul pavimento o seduti in punta di sgabello, questa l’esperienza rilassante che offrono i fuse* col loro progetto Sal ǀ Rite.  Sal in islandese significa anima, ed è con l’anima che i partecipanti dovrebbero riconnettersi durante la seduta, ascoltando se stessi, la propria parte più intima. Al di là dello schermo del computer si possono vedere una stanza bianca con quadri poggiati sul pavimento, due ragazze che svolgono esercizi, guidate dalla voce narrante di Riccardo Bazzoni, posto al centro di fronte alle ragazze. I tecnici Alessandro Mintrone e Matteo Mestucci registrano e rendono visibile sul desktop gli incessanti processi cerebrali delle partecipanti dal vivo.

Al suono dell’Ekkong ha inizio l’esperienza: addormentare quasi completamente il corpo lasciando la mente libera di creare e comprendere. Secondo i fuse* le percezioni dell’uomo sono guidate solo dalla vista ma per la concentrazione bisogna lasciare che sia il suono a condurre l’intelletto. Mentre si è sdraiati sul proprio pavimento, a occhi chiusi, braccia e gambe distese, con i suoni della natura come sottofondo, la voce narrante lancia alcuni spunti di riflessione: la vita e la sua importanza, le fragilità umane e il giudizio, capace di allontanarci da noi stessi e dagli altri. In una sola ora sono argomenti molto vasti su cui riflettere nella solitudine della propria mente. Risuona l’Ekkong: il corpo è rilassato ma sveglio, la mente è in fermento; per la riconnessione con se stessi però, forse ci vorrebbero più sedute. 

 

OLGA LEGGE I CRITTERS
un progetto di Lorenzo Belardinelli, Cinzia Pietribiasi, Lidia Zanelli
in collaborazione con Compagnia Jan Voxel e Pietribiasi/Tedeschi
con il sostegno di Ateliersi (Bologna), Officina Leo van Moric (Parma)

SAL I RITE
Produzione e direzione artistica fuse*
concept fuse* e Roberto Ferrari
sound Design fuse* e Nicola Berselli

Le residenze digitali
dal 22 al 28 novembre 2021

 

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