ELENA SCOLARI | Per arrivare a Cividale del Friuli da Lecco ci vogliono sette ore e quattro treni. L’ultimo è una littorina, una specie di trenino postale composto di un solo vagone che fa – una volta all’ora – la spola tra Udine e Cividale. E quest’ultima tratta è quella che porta in quel punto geografico che per noi è oggi periferia estrema (dell’Italia) mentre ai tempi dell’impero austro-ungarico era il centro culturale pulsante dell’Europa: la MittelEuropa, appunto. Questione di coordinate e prospettive.
In questa posizione di confine tra Italia, Austria e Slovenia si tiene il Mittelfest, un festival longevo e multidisciplinare dove si trova teatro ma anche musica, danza, letteratura, incontri. E molto frico. Il programma 2022 ha ospitato, per quanto riguarda il teatro, compagnie italiane, lituane, svizzere, austriache, kosovare.

Quest’anno la trentaduesima edizione è stata diretta da Giacomo Pedini che la ha intitolata Imprevisti. E certo, in questi due anni imprevisti ne abbiamo esperiti più di quanto avremmo mai potuto, appunto, prevedere. La linea tematica portante è dunque svelare ciò che è (o era) inaspettato, porre la lente su alcuni fatti – inusitati – che hanno cambiato la storia, provare a imparare come districarsi in una selva sconosciuta senza lasciarsene sopraffare, sapendo che altri agguati ci continueranno a sorprendere.

E molte sono le esplorazioni che lo spettatore è chiamato a sperimentare: dalla passeggiata cittadina in solitaria Déja walk di aquasumARTE Visual & Performing Art allo spettacolo itinerante Vizijos (regia Roberto Magro) che si snoda a stazioni nel fitto del bosco fino al lungofiume, da Stand-Alones (Poliphony) del gruppo Liquid Loft che unisce la visita all’interno di Palazzo De Nordis tra le opere della splendida collezione omonima alle performance dei danzatori, al tratto di cammino emotivo che siamo chiamati a percorrere con le persone intervistate in Death and birth in my life di Mats Staub.
Aspetto comune tra questi lavori è l’accostamento tra la solitudine con cui lo spettatore affronta questi giochi performativi e, ex post, il contrasto con l’essere parte di una comunità – temporanea – molto ristretta che ha vissuto la stessa esperienza e che si può quindi confrontare proprio intorno a questa.

Cividale del Friuli, 24-07-2022 – MITTELFEST 2022 – IMPREVISTI – Spettacolo itinerante – Déjà Walk – Foto © 2022 Luca d’Agostino / Phocus Agency

In questa prima parte di reportage Mittel cominciamo a passeggiare tra questi spettacoli, partendo dalla prima e più vera esplorazione: la passeggiata Déja walk in cui si imparano molte cose su Cividale e i Cividalesi che altrimenti non avremmo saputo e capito: per un’ora e mezza giriamo per la cittadina guidati non solo dall’ormai immancabile cuffia ma anche armati di un tablet. E questo è francamente un ostacolo a un godimento più pulito della passeggiata: passi per accettare di seguire le istruzioni del nostro Boncompagni personale ma costringere il camminatore anche a seguire il percorso guardando il video in soggettiva girato per le medesime strade e adeguare il passo a questo ritmo diventa francamente un’irregimentazione eccessiva. La voce audio che ci dirige è già un filtro tra noi e la realtà, i cui suoni naturali sono esclusi al nostro orecchio, ma l’ulteriore diaframma rappresentato da un video che riproduce la stessa realtà visiva crea uno strato utile soprattutto ad appesantire.

Il cammino comincia invitandoci a seguire – in video – una donna vestita in costumi di fine ‘800, muta, (che sia Adelaide Ristori? L’attrice nata a Cividale da genitori in tournée?) per le vie del centro, la voce del nocchiero in cuffia si limita a dirci dove svoltare e dove fermarci, e mentre camminiamo ascoltiamo le voci dei cittadini: descrivono com’erano una volta i quartieri che attraversiamo, quale spirito li animava, quali persone li abitavano; la vivacità data dalla presenza dei militari, il vociare alticcio delle osterie… I racconti più significativi e sentiti sono quelli circa le ‘prime volte’ vissute lungo le rive del Natisone (sbronze, canne, allusioni pudiche al sesso) e circa la demolizione del cementificio, fabbrica profondamente identificativa per Cividale e grazie alla quale moltissime famiglie hanno trovato fonte di sostentamento. Del cementificio non è rimasto nulla, l’ultima ciminiera è stata abbattuta in una giornata speciale, dedicata espressamente a cancellare l’ultima traccia di un luogo intorno al quale si era costruita l’identità fondativa e lavorativa di tanti cittadini. Ora al suo posto sorge un’architettura dallo scheletro bianco e vetro, un po’ bozzolo un po’ astronave un po’ baccello Cocoon. È una banca. Questo è l’unico momento in cui guardare la registrazione video della torre che cade su se stessa aggiunge qualcosa al racconto.
A metà tra strumento didattico/turistico e costruzione di una drammaturgia della collettività, Déjà walk è una passeggiata che qualcuno ha già passeggiato, nelle vie e nel tempo che quelle vie hanno visto trascorrere.

Cividale del Friuli, 23-07-2022 – MITTELFEST 2022 – IMPREVISTI – Palazzo De Nordis – Stand Alones (poliphony) – di Liquid Loft – Foto © 2022 Luca A. d’Agostino / Phocus Agency

Si cammina in interni per seguire Stand-Alones (Poliphony), altra declinazione di un format che si declina tra passeggiate urbane, nella natura e nei musei. Come già accennato, il festival ospita il gruppo Liquid Loft negli spazi di Palazzo De Nordis dove si ammirano opere di grandissimi artisti, da Matta a Lautrec, da Vedova a Pignon. I performer agiscono il loro assolo con l’ausilio di una piccola cassa bluetooth dalla quale escono suoni e parole, che perlopiù gli interpreti doppiano a mo’ di ventriloquo, impossibile intelligere di cosa si tratti. Questo lavoro è stato pensato per essere realizzato nel Museo Schiele di Vienna, i danzatori si muovono davanti alle opere, talvolta imitando vagamente la posizione delle figure in cornice, tal altra ispirandosi all’ansia dei corpi di Schiele (qui però assenti) o alle espressioni distorte dei suoi ritratti. Non abbiamo prove per affermare che la relazione con i quadri dell’artista austriaco sia blanda come quella sperimentata al De Nordis ma qui, per niente affascinati dalle solitarie e noiose coreografie i più ingenui di noi avrebbero volentieri chiesto Scusi, si può spostare che vorrei guardare Emilio Vedova, per favore?

Il fatto principale è che una performance (possiamo dire di danza?) fatta a testa in giù o con il seno in vista o mimando un amplesso sublimato con il pannello divisorio, davanti a una tela di Vedova (o di Rodčenko o di Sironi), per quanto tecnicamente ben realizzata e condotta con espressione drammatica, soccomberà sotto la forza del quadro. Quello che esce prorompente dai quadri dei grandi pittori è molto, molto più forte di qualunque performance che tenti di mettersi in dialogo con i giganti dell’arte. I visitatori si spostano da una sala all’altra, scelgono un interprete preferito, lo rivedono, si fingono (o sono?) rapiti, ma non c’è dialettica possibile nemmeno quando i solisti si riuniscono per il finale cosiddetto “polifonico”, quel gruppo vivo è comunque debole rispetto ai colori e al senso sgargiante ed esplosivo di Vasarely o Pignon. Prendiamo allora Stand alones come un’esplorazione tra due forme di espressione artistica che aprono un dialogo, forse più per suggerire a chi guarda la ricerca di una relazione che ognuno può scandagliare secondo sensibilità.
Continua…

DÉJÀ WALK
aquasumARTE Visual & Performing Art
ideazione, regia, composizione audio-video, performance Maurizio Capisani, Sabrina Conte
produzione Quarantasettezeroquattro / Mittelfest2022
con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia Turismo FVG

STAND ALONES (POLIPHONY)
Liquid Loft

danza e coreografia Luke Baio, Stephanie Cumming, Dong Uk Kim, Katharina Meves, Dante Murillo, Anna Maria Nowak, Hannah Timbrell
direzione artistica e coreografia Chris Haring
composizione e suono Andreas Berger
disegno luci e scenografia Thomas Jelinek
teoria e testo Stefan Grissemann
organizzazione e produzione Marlies Pucher
coproduzione di Liquid Loft e ImPulsTanz/Vienna International Dance Festival