REDAZIONE | Una mappatura nazionale di progetti/esperienze/realtà variegata per geografie, intenti, approcci e formati, che tiene conto di quanto è accaduto e accade su tutto il territorio italiano. È questo l’esito del primo turno di votazioni per il Premio Rete Critica 2022, di cui PAC fa parte fin dall’anno di fondazione del Premio, il 2011.

I soggetti che hanno preso almeno 2 segnalazioni tra tutti i voti espressi e pervenuti dalle 23 testate che hanno partecipato, e che quindi, da regolamento, passano al secondo turno sono (in ordine alfabetico):

  1. Carrozzerie N.O.T
  2. Chille de Balanza
  3. Collettivo MINE
  4. Collettivo ØNAR
  5. Niccolò Fettarappa
  6. Controcanto Collettivo
  7. Dance Well – movement research for Parkinson
  8. MALMADUR
  9. Nessuno Resti Fuori Festival
  10. Spettatoreprofessionista
  11. Teatro 19
  12. Teatro dei Borgia
  13. Tovaglia a Quadri

Come si vede, lo scouting è un’azione costante di Rete Critica. I due anni trascorsi hanno indebolito le pratiche di osservazione in un territorio geograficamente complesso come l’Italia. Il contributo di PAC ha inteso ampliare la visibilità, presso un pubblico allargato di spettatori e operatori, di progetti ritenuti virtuosi da parte di tutta la redazione.

Per questo, i nostri voti al primo turno (da regolamento sono ammesse fino a un massimo di 4 segnalazioni) sono andati a Dance Well – movement research for Parkinson, Teatro19, Chille de la balanza, Bottega degli Apocrifi. Ecco le motivazioni.

Foto Sara Lando

Dance Well – movement research for Parkinson (Bassano del Grappa)

È un progetto di ricerca e movimento per il Parkinson, che promuove la pratica della danza in contesti artistici e spazi museali rivolta principalmente, ma non esclusivamente, a persone che vivono con il morbo di Parkinson. La sua straordinaria pratica inclusiva si muove nell’ambito del percorso sviluppato negli anni in BMotion Danza a Bassano.
Il progetto è ideato e promosso dal CSC Casa della Danza del Comune di Bassano del Grappa dove il gruppo è attivo dal 2013, da allora, oltre che a Schio, l’idea viene praticata, sempre in collaborazione con il Centro bassanese, in molte città italiane tra cui Roma, Torino, Firenze e in Giappone a Tokio e Kanazawa.
Rientra nella più ampia direttrice di inclusione e stimolo ad avvicinare i cittadini e i non professionisti al linguaggio delle arti, visto come elemento di divulgazione delle cosiddette soft skills nel contesto sociale con attenzione agli individui con problemi specifici, e può rappresentare una forma di cura e vicinanza, psicologica e affettiva.

Teatro19 (Brescia)

La Compagnia dedica un’attenzione curativa al territorio di Brescia, in particolare ai suoi luoghi più periferici e meno coinvolti nelle iniziative culturali e parallelamente si concentra sul dialogo con fasce di persone vulnerabili e alle prese con il proprio processo di formazione: adolescenti, richiedenti asilo, anziani e persone che convivono con problemi di disagio psichico.
Lavorano intorno al concetto di salute mentale (e non di malattia) nella convinzione che riguardi tutti, compie un lavoro regolare e costante di attività con le persone in difficoltà, producendo esiti teatrali artistici a tutti gli effetti, senza alcuna connotazione terapeutica.
Ideano e promuovono da 8 anni il festival Metamorfosi (ora Trasformazioni) che porta teatro nelle zone “malate” della città, nei condomini degradati, ma anche nei bar e sugli autobus, facilitando la nascita di gruppi solidali di quartiere.

Chille de la balanza (Firenze)

Aprire orizzonti tra muri nati per chiuderli. È la pratica di vita e arte dei Chille de la balanza, storica compagnia di teatro di ricerca nata a Napoli nel settembre 1973 – compirà 50 anni il prossimo anno – per l’ingegno di Claudio Ascoli, e dal 1998 residente stabilmente a San Salvi, l’ex-città manicomio di Firenze, caso unico in Italia.
La produzione e l’ospitalità di importanti spettacoli e grandi interpreti del teatro e della danza hanno reso San Salvi un luogo simbolico della città di Firenze per l’arte dal vivo: qui l’altro è incontro e l’incontro è rivelazione. Il corpo e il rapporto tra i corpi e i sensi di spettatori e attori qui sono imprescindibili. Quella che fu la Città Negata è diventata una periferia al centro, attenta a rimettere al centro la Persona e la necessità del Fare Comunità. Avendo sempre davanti agli occhi come orizzonte «l’impossibile possibile» di Franco Basaglia.

Bottega degli Apocrifi (Manfredonia)

Da anni porta avanti l’obiettivo politico di “coltivare il deserto” in un’idea di teatro che si apre alla collettività attraverso una forma di feconda contaminazione. In una città indagata per infiltrazioni mafiose e commissariata, gli Apocrifi ci propongono un teatro etico, sociale e politico che abita la periferia per garantirne la sopravvivenza “anche quando manca l’aria”; un Teatro Diffuso che coinvolge la comunità, soprattutto quella dei bambini e degli adolescenti ma anche dei migranti, partendo ogni anno da un laboratorio teatrale gratuito fino a farlo diventare un “esercizio di libertà collettivo” nella riscoperta di quella che è la vocazione originaria del teatro.

Nel passaggio successivo, tutti i votanti al primo turno sceglieranno tra i 13 selezionati, esprimendo fino a un massimo di 3 preferenze e andando così a scegliere i finalisti per le giornate conclusive del Premio in programma quest’anno al Teatro Bellini di Napoli.

Tutte le motivazioni sono raccolte sul sito di Rete Critica.

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