RITA CIRRINCIONE | This is a present for you. Questo è il titolo di Mercurio Festival 2022, il festival che ha fatto dello scambio artistico la sua cifra distintiva, grazie al meccanismo ideato da Giuseppe Provinzano – primo direttore artistico e ora curatore della rassegna – secondo il quale gli artisti di un’edizione si assumono la direzione della successiva e scelgono i colleghi a cui passare il testimone. Ma, giocando su un’altra accezione del termine “present”, il titolo intercetta anche la specificità del festival di porre il focus sulle nuove realtà della scena contemporanea.

Giunto alla quarta edizione e al terzo cambio di direzione “partecipata e plurale”, la rassegna prodotta da Spazio Franco e Associazione Altro con il riconoscimento del Ministero della Cultura come Festival Multidisciplinare per il triennio 2022/2024, si è svolta dal 22 settembre al 2 ottobre ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, tra Spazio Franco, Spazio Tre Navate, Arci Tavola Tonda, Spazio Marceau, Cre.Zi. Plus, Averna Spazio Open e Centro Internazionale di Fotografia Letizia Battaglia.

Con il consueto sguardo sulle creazioni multidisciplinari in relazione fluida tra loro, senza confini netti tra teatro, musica, danza, performing arts, arti digitali e audiovisive con una sempre più marcata apertura verso le produzioni internazionali, Mercurio si conferma come un’entità imprevedibile e multiforme destinata ontologicamente alla mutevolezza e a svolte sorprendenti, e acquista di anno in anno una sua specifica identità e un suo appeal proprio per le sorprese che riserva e per quel grado di azzardo implicito nel format.

Il mio reportage riguarda solo una parte del ricchissimo ed eterogeneo cartellone – undici giorni di spettacoli, performances, concerti e workshop con giovani artisti emergenti e con altri ampiamente riconosciuti, dall’attore, regista e drammaturgo argentino César Brie, al Leone d’oro per la danza Alessandro Sciarroni; dai premi Ubu Chiara Bersani e Giorgina Pi, all’attrice e regista e attivista LGBT brasiliana Renata Carvalho; dalla danza tra tradizione berbera e arte digitale dei marocchini Col J’am, al teatro visuale di UnterWasser – all’interno del quale ho ritagliato un mio itinerario soprattutto di teatro e danza, scrivendo sulle opere non ancora recensite da Pac.

Petra – ph Nayeli Salas

Apre la rassegna allo Spazio Franco Petra dell’attore, regista e autore ennese Mauro Lamantia e del musicista e performer anglo-italiano Sergio Beercock: una piccola storia di solitudine che, attraverso la ricerca dell’anima loci e di un’eredità in cui riconoscersi, diventa condivisione comunitaria di un mito, rito propiziatorio contemporaneo.

A partire dalla vicenda di un essere imperfetto e storto, “u malucumminatu” che cerca in tutti i modi di “stracanciarisi”, di cambiare, di rendersi interessante, di piacere o semplicemente di essere visto, il racconto devia, si eleva (o si inabissa) sfociando con un’apparente cesura nella rievocazione epica del mito fondativo di Petra, un luogo immaginario al centro della Sicilia, con le sue storie, i suoi personaggi, la sua lingua, in un salvifico ritorno alle origini.
Ispirato ad alcuni episodi del romanzo I Fatti di Petra di Nino Savarese in cui l’autore ennese racconta in realtà la storia di Enna e della sua leggendaria fondazione per mano di Ercole, nell’adattamento proposto da Lamantia e Beercock, si innestano altre storie prodigiose come quella dell’asino che viene portato in processione per aver salvato Petra dal contagio del colera o quella di una giovane donna petrese che compie un volo in mongolfiera e viene ribattezzata Donna Volante dagli increduli concittadini.

L’interpretazione di Mauro Lamantia è segnata da una forte fisicità e dalla duttilità necessaria per i diversi momenti dello spettacolo; le musiche originali di Sergio Beercock e le voci di entrambi, amalgamate ed esaltate da un campionamento elettronico dal vivo, creano un suggestivo effetto di sdoppiamento acustico che dà al monologo un che di corale.

Prometeo? -ph Nayeli Salas

In prima regionale Prometeo? di Lorenzo Covello trae ispirazione dalla figura di Prometeo e dal suo gesto che ha cambiato le sorti del genere umano. Un lavoro sul dubbio insito nella scelta e sul conflitto che ne deriva.

Per rappresentare il mito del titano che rubò il fuoco agli dei per darlo agli uomini dando origine al primato della tèchne e a quella spirale inarrestabile di un progresso tecnico che si rivelerà distruttivo per l’umanità, Lorenzo Covello costruisce una coreografia facendo ricorso ad alcuni oggetti simbolici e multifunzionali, rappresentativi di una condizione umana sospesa e incerta: uno specchio d’acqua ovale in perenne movimento, quasi liquido primordiale, che riflette sul fondo della scena incessanti increspature e dentro cui alla fine l’artista si immerge nudo in una sorta di battesimo purificatore; una sedia fissata su una pesante base concava (progettata dallo stesso Covello), una “seduta instabile” su cui volteggia e sosta in una danza in bilico tra stabilità e instabilità e che sollevandosi, in una certa fase della performance, sembra una calotta, una sorta di disco volante che incombe e rende oppressiva la scena.

Artista pluridisciplinare con una formazione eclettica tra danza, teatro, circo, giocoleria e design, in Prometeo? Lorenzo Covello costruisce un assolo ipnotico e paradossale dimostrando di saper ben padroneggiare e mixare i diversi linguaggi, forse calcando un po’ la mano sull’aspetto performativo ed effettistico.

Ti Vitti ASMR – ph Nayeli Salas

Ti Vitti ASMR di e con Leda Gheriglio, è una performance ibrida tra arti visive, audio-video e arti sceniche sul tema dell’abuso minorile, tratta dall’omonima pubblicazione della stessa autrice, disegnatrice e performer catanese. Per raccontare la traumatica esperienza autobiografica, lontano da toni drammatici o da posture vittimistiche, l’artista sceglie la via “soft” del distacco emotivo servendosi della tecnica ASMR: attraverso sussurri, schiocchi delle labbra e della lingua, rumori appena percepibili prodotti dallo sfioramento di vari materiali, con l’aiuto di microfoni supersensibili, questo sistema induce una specie di trance percettiva che provoca un profondo rilassamento.

Entrando al Centro internazionale di cinematografia “Letizia Battaglia” veniamo accolti quasi uno per uno con gran sorrisi dalla stessa Gheriglio, semidistesa in costume da sirena dentro una vasca da bagno piazzata all’ingresso, e invitati a disporci in un ben preciso setting: in trenta, muniti di cuffia, sistemati su comode sdraio in una sala semibuia con uno schermo davanti, mentre la performer rimane alle nostre spalle.
“Benvenuti, benvenuti!” sussurra fino all’ultimo spettatore e poi, in un continuum, inizia la sua narrazione basata su voce e suoni ASMR, mentre sullo schermo si alternano immagini che lo spettatore sogguarda: quelle in diretta della sala; i primi piani della performer alle prese con i vari oggetti da titillare, sfiorare o grattare; le immagini fotografiche manipolate graficamente con tratti rossi tra lo scongiuro e lo sberleffo, come la vecchia foto in bianco e nero di un uomo in abito scuro (l’orco?).

Il mood intimista e partecipe tra artista e pubblico sembra funzionare finché quest’ultimo è immerso sensorialmente nel flusso narrativo ad alto tasso emozionale, ma quando la performer introduce alcuni elementi concettuali o ideologici e l’ascolto vira su un livello cognitivo, qualcosa si rompe. La stessa modalità ASMR (scopriamo intanto una gran quantità di youtuber che fa uso di questo tipo di tecnica con video improvvisati e noiosi spesso con allusioni hard) piuttosto che alleggerire il delicato contenuto, sembra banalizzarlo togliendo il necessario pathos senza il quale più che una vicenda di pedofilia rischia di sembrare la rievocazione di un’esperienza che ha dato un certo imprinting alla vita erotica adulta, quasi un’iniziazione sessuale.

MERCURIO FESTIVAL 2022
Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo
22 settembre – 2 ottobre 2022

prodotto da ALTRO e SPAZIO FRANCO con Babel, Crowd Fo(u)ndation, Fat Sounds, Latitudini e Cantieri Culturali alla Zisa;
sostenuto da Ministero della Cultura, Assessorato Turismo Sport e Spettacolo Regione Siciliana, Assessorato alla Cultura – Comune di Palermo, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale;
in collaborazione con Accademia Belle Arti di Palermo, Teatro Biondo, Institute Culturel Français, Verein Dusseldorf Palermo, Arci Tavola Tonda, Cre. Zi. Plus, Centro Internazionale di Fotografia Letizia Battaglia, Spazio Marceau.