PAOLA ABENAVOLI | Guardare alla scienza come metafora dell’esistenza, anzi connaturata ad essa; rileggere la nascita della materia come strumento dell’interazione con gli altri o la creazione del cibo come slancio d’amore e nascita del tutto, come un Big Bang. Scienza che diviene letteratura e, insieme, teatro: è questa la forza che di Calvino nelle sue Cosmicomiche. Tre delle sue storie accomunate dal tema della perdita – Tutto in un punto, Sul far del giorno e La spirale – sempre in bilico tra ironia, mondo surreale e rimandi al cosmo e ai concetti di spazio e tempo, sono diventate teatro sul palco reggino del Ragazzi Medfest, dedicato proprio all’incontro tra teatro e scienza e a Italo Calvino nel centenario della nascita.

Anna Calarco durante lo spettacolo “Tre Cosmicomiche” (Foto Marco Costantino)

Anna Calarco porta in scena la nuova produzione di SpazioTeatro la quale riesce a realizzare una sinergia perfetta proprio tra i tre elementi che sostanziano i racconti delle Cosmicomiche: scienza, letteratura e teatro. Calvino, allora, come sintesi tra essi, le parole come forza trainante di un racconto: la performance-reading Tre Cosmicomiche dà voce a queste parole, al mondo che lo scrittore costruisce con la sapiente scelta di ogni dettaglio, per intrecciare storie surreali ai meccanismi che hanno creato la vita nell’universo, alla materia, agli atomi, partendo da un assunto scientifico che, di volta in volta, il protagonista Qfwfq racconta a modo suo, quasi contrapponendosi alle teorie ufficiali, ma in realtà unendole, come si diceva, proprio alla vita.

Anna Calarco e Peppe Costa (Foto Marco Costantino)

Un’energia trascinante che comprende reale e fantastico. Energia che è quella inesauribile e vitale del cosmo e che si trasferisce con la sua potenza nella parola la quale si dipana rendendo possibile, nel momento in cui li crea, spaziare tra universi, reali o immaginari, ma tutti generati dalla sua forza.
Su questo l’attrice costruisce la narrazione, dando forma a quell’energia con la sua interpretazione delle storie, seguendone il ritmo e sottolineando sfumature e avvicinando così giovani e meno giovani ai racconto e ai suoi temi. Forza interpretativa cui si affiancano, come in un viaggio in quegli universi descritti da Calvino, i suoni realizzati dal musicista Peppe Costa, autore anche delle videotextures: tutto – parola, interpretazione e suono – riporta alle atmosfere evocate dallo scrittore. Così come i brevi filmati che introducono le storie, incentrati sull’aspetto divulgativo e frutto della consulenza dell’astrofisico e divulgatore Filippo Bonaventura, che ha rielaborato gli enunciati scientifici citati da Calvino, leggendoli poi come voce off.

Anna Calarco sul palco del Ragazzi Medfest (Foto Marco Costantino)

L’incontro tra scienza e letteratura, dunque, di cui Anna Calarco si fa portavoce: e alla fine, per metà in ombra, riprende ancora le parole dello scrittore, quelle dell’ultima Cosmicomica, L’implosione, con la citazione/rivisitazione del celebre monologo di Amleto, Essere o non essere, nel segno di un percorso universale che passa da mondi infiniti. Infiniti come il cosmo, come la letteratura e come il teatro.

TRE COSMICOMICHE

voce Anna Calarco
soundscape e videotextures Peppe Costa
interventi fuori campo e consulenza scientifica Filippo Bonaventura
luci e tecnica Simone Casile
collaborazione alla messa in scena Virginia Melis e Gabriele Lazzaro
produzione SpazioTeatro per il Ragazzi MedFest

Ragazzi Medfest
Teatro Zanotti Bianco  – Reggio Calabria – 6 Ottobre 2023